Frammenti di tronchi e ceppaie saturano ancora l’aria di via Cornelio Tacito, dove le ruspe hanno avviato l’abbattimento di 37 alberi, eliminando ciò che i residenti definivano “un piccolo boschetto urbano”. L’intervento, finalizzato a una bonifica propedeutica alla costruzione di un edificio residenziale con garage interrato, ha scatenato una protesta che si è protratta per gran parte della giornata.
Secondo una comunicazione ufficiale dell’Assessorato al Verde del Comune, l’area – di proprietà privata – rientrava tra quelle da bonificare in vista del progetto “PalazzoGre”, un complesso di appartamenti (bilocali, trilocali, quadrilocali) di sette piani, compreso un piano interrato per parcheggio. Nel dettaglio, la rimozione ha interessato 37 alberi, mentre due piante di pregio – un faggio e un carpino – verranno salvate.
Il progetto era già stato sottoposto a valutazione nell’estate del 2023, quando l’Area bonifiche comunale aveva negato l’autorizzazione all’abbattimento di 48 alberature. La versione attuale, rimodulata e più circoscritta, ha ottenuto l’ok dopo precise compensazioni ambientali: il privato promotore si è impegnato a piantare oltre 70 nuovi esemplari nell’area interessata e ulteriori alberature in spazi verdi pubblici, in accordo con il Municipio 4.
I residenti del comitato spontaneo “Via Tacito 7” hanno innalzato proteste vivaci, scattando fotografie per documentare il “prima e dopo” e scandendo slogan di disappunto. “Ho comprato casa proprio qui per il verde davanti alle finestre. Adesso non c’è più nulla” ha detto una residente, visibilmente scossa. Le ruspe, arrivate intorno alle 9:30, hanno trasformato un’oasi naturale in un cantiere in poche ore.
Il consigliere comunale Carlo Monguzzi: “Questa è la discontinuità? Abbattere in via Tacito 37 alberi di 50 anni, dicendo che verranno compensati da 70 nuovi alberelli (cioè 70 stecchini piantati chissà dove)?”
Il boschetto – cresciuto in decenni di assenza di occupazione edilizia – rappresentava un polmone verde molto apprezzato dagli abitanti della zona Calvairate. Per questo la decisione di tagliare 37 piante, alcune delle quali datate cinquanta anni, è stata inquadrata come “speculazione immobiliare”.
Dai canali istituzionali di Palazzo Marino si è fatto sapere che il nulla osta per l’abbattimento è stato rilasciato solo dopo la revisione progettuale, con l’assenso dell’Assessorato al Verde e del Municipio 4. Le autorità sottolineano altresì che, oltre alla tutela di faggio e carpino, le misure compensative sono state studiate per garantire il ripristino dell’effetto paesaggistico e naturale nell’area interessata.
Per il comitato i ripristini non possono considerarsi equivalenti all’alto fusto rimosso, né alla presenza del boschetto, risultato di decenni di evoluzione spontanea. I cittadini avvertono che, nonostante le compensazioni, Milano continua a perdere spazi verdi a favore di interventi edilizi studiati a tavolino, alla mercé delle logiche urbanistiche. Il rischio temuto è che l’area, un tempo polmone discreto, diventi parte di un’edilizia compatta, insufficiente a garantire regolazione termica, biodiversità e benessere visivo.
La protesta non sembra destinata a spegnersi: nelle prossime settimane il Municipio 4 potrebbe convocare una commissione aperta al pubblico, come già avvenuto nel 2023, per discutere le future piantumazioni e monitorare l’effettiva attuazione delle compensazioni.



