Si è spento a 96 anni don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus e figura simbolo dell’impegno sociale italiano. Il sacerdote è morto nella sua casa all’interno del Parco Lambro, a Milano, dove oltre quarant’anni fa aveva dato vita a un progetto dedicato al recupero di giovani con dipendenze e persone in condizioni di fragilità.
Nato a Verona nel 1929 e milanese d’adozione, don Mazzi ha dedicato l’intera esistenza all’accoglienza e al sostegno degli ultimi, trasformando Exodus in una rete di comunità e centri educativi attivi in Italia e all’estero. Il suo approccio, diretto e fuori dagli schemi, lo ha reso un punto di riferimento nel mondo del volontariato e del Terzo Settore.
I funerali saranno celebrati lunedì 3 agosto, alle ore 15, nella Basilica di Sant’Ambrogio. La camera ardente sarà allestita presso la storica sede di Exodus al Parco Lambro, mentre la tumulazione avverrà in forma privata nel Bresciano.
Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati dalle istituzioni. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato il suo «impegno sociale e civile», mentre il Comune di Milano ha proclamato il lutto cittadino in occasione delle esequie. Don Mazzi lascia un’eredità fatta di solidarietà, educazione e speranza che continuerà attraverso l’opera della Fondazione Exodus.



