HomeCronacaAggressione a Davide Cavallo, il gip nega i domiciliari

Aggressione a Davide Cavallo, il gip nega i domiciliari

Alessandro Chiani resterà in carcere a Opera. Per il giudice non avrebbe mostrato un autentico pentimento né vicinanza emotiva alla vittima

Resterà in carcere Alessandro Chiani, il 19enne condannato a 20 anni per il tentato omicidio e la rapina ai danni di Davide Cavallo, il 22enne aggredito lo scorso ottobre in corso Como a Milano.

Il giovane, detenuto da circa dieci mesi presso il carcere di Opera, aveva chiesto di poter scontare la misura agli arresti domiciliari. Il gip di Milano ha però respinto la richiesta, ritenendo non sufficienti gli elementi portati dalla difesa.

Secondo quanto riportato nel provvedimento, Chiani avrebbe ammesso gli addebiti, ma il giudice ha ritenuto che tale ammissione fosse limitata a quanto già documentato dalle immagini delle telecamere: in particolare, il fatto di essere stato lui a sferrare la coltellata che aveva messo in pericolo la vita di Cavallo.

Per il gip, invece, non sarebbero emersi elementi sufficienti a dimostrare una genuina “resipiscenza o vicinanza emotiva” nei confronti della vittima.

La difesa aveva inoltre evidenziato la volontà del 19enne di partecipare alla cosiddetta giustizia riparativa, percorso che gli è stato accordato. Un elemento che, tuttavia, non è stato ritenuto sufficiente per concedere i domiciliari.

L’aggressione in corso Como

I fatti risalgono al 12 ottobre 2025. Cavallo, allora 22enne, sarebbe stato aggredito da un gruppo composto da cinque giovani, tre dei quali minorenni, durante una rapina per 50 euro.

Dopo circa un mese di indagini, il 18 novembre erano scattati gli arresti nei confronti dei presunti responsabili.

L’aggressione ebbe conseguenze gravissime per la vittima, che riportò lesioni tali da perdere l’uso delle gambe.

Chiani è stato successivamente condannato a 20 anni di reclusione per tentato omicidio e rapina e resta ora detenuto presso la casa di reclusione di Opera.

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