Gli affitti troppo cari a Milano

Il 77% dei milanesi ritiene che gli affitti nella propria città siano troppo cari e il 21% non ha percepito alcun calo dei prezzi legato alla pandemia.

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Affitti Milano immobiliare

I costi legati agli affitti dell’abitazione sono probabilmente la voce di spesa più importante per tante famiglie milanesi e in particolare per quelle che non possono contare su una casa di proprietà; non è un caso che secondo il 77% dei milanesi il costo degli affitti nella propria città sia troppo alto. Dato che conferma il calo del 4,2% del mercato immobiliare post lockdown.

Lo conferma anche l’Osservatorio sui mercati immobiliari voluto da Dyanema (una società specializzata nel flipping immobiliare) e realizzato da Nextplora (Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora nel 2021 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età (over 30).

Negli affitti diminuzioni nulle o non abbastanza

Una situazione, quella del costo degli affitti che, secondo i milanesi , non è migliorata significativamente con la pandemia: per uno su cinque (19%) è vero che i prezzi sono scesi ma meno di quanto si aspettassero, dato il contesto, mentre secondo l’esperienza di un ulteriore 22% la diminuzione dei costi degli affitti ha riguardato solo alcune zone della città. Il 21% degli abitanti di Milano addirittura non ha riscontrato alcuna diminuzione di costi, nonostante si pensasse che piuttosto che tenere immobili senza inquilini, molti proprietari rivedessero i prezzi al ribasso.

Affitti Milano immobiliare

Affitto o acquisto: la tendenza è comprar casa

Alla luce di affitti invariati, i milanesi vedono sempre con maggior favore l’idea di acquistare casa, con l’intenzione – quando possibile – di convertire l’affitto in rate del mutuo: opinione che viene condivisa da quattro su cinque (81%). Non mancano tuttavia i sostenitori dell’affitto; il 7% lo preferisce all’acquisto della casa per poter essere libero di cambiare abitazione con maggiore facilità mentre il 13% preferisce lo “status” di inquilino così da non avere particolari responsabilità nei confronti dell’immobile. 

Vita dura per i giovani

L’acquisto della casa, nonostante i recenti incentivi statali, viene percepita però ancora come un’operazione preclusa ai giovanissimi: secondo il 71% dei milanesi l’età in cui è normale fare questo tipo di investimento è intorno ai 40 anni mentre solo il 15% pensa che sia possibile affrontare l’acquisto già con il primo contratto di lavoro. In generale l’investimento immobiliare, secondo i meneghini, deve essere finalizzato principalmente all’acquisto della prima casa (67%); il 19% invece, pensa che, a prescindere dall’uso che se ne farà, diventare proprietario di un’immobile in una grande città rappresenti sempre un buon investimento.

“Gli italiani spesso guardano al mercato immobiliare secondo logiche radicate nel tempo e che non intercettano i cambiamenti in atto. E se è vero che vi è stata una rapida ripresa dei prezzi degli immobili, dopo le incertezze legate ai momenti più duri della pandemia, bisogna riscontrare alcune novità che stanno modificando il mondo immobiliare”, commenta Cristian Trio, Ceo e Founder di Dyanema.  

“Elementi come la maggior attenzione agli aspetti ambientali – che incideranno anche sull’urbanistica delle città – e i sistemi di incentivi ai mutui per i più giovani potrebbero impattare fortemente sul mercato real estate, creando nuove interessanti opportunità per investitori e famiglie. Per questo noi di Dyanema continuiamo ad aggiornare i nostri sistemi di selezione delle operazioni, convinti che prezzo adeguato e accesso facilitato al credito rimarranno il faro costante per il mercato e permetteranno a molti di realizzare il sogno dell’acquisto di una casa di proprietà”.


Foto di copertina: Cindy Tang

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