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Il mercato dell’arredo ufficio è a una svolta decisiva

Sono settimane decisive per il futuro del legno arredo, appena uscito dalla crisi della pandemia e sull’orlo di un’altra crisi provocata dalla guerra in Ucraina e dall’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime. Com’è andato il mercato dell’arredo ufficio nei primi mesi del 2022 e quali sono le prospettive per il futuro?

L’arredo ufficio nel 2022

A marzo 2022, esattamente due anni dopo l’inizio della pandemia, il settore del legno-arredo italiano ha raggiunto e superato i livelli pre-Covid, con un +0,8% della produzione dei 12 mesi precedenti rispetto al 2019. L’ha rilevato Confartigianato Lombardia, che sottolinea a paragone il ritardo di Francia (-5,3%) e Germania (-5,7%), i più diretti competitor. Il macro-sistema di arredamento e illuminazione aveva già chiuso il 2021 a +11% sul 2019 (26 miliardi di euro, con un attivo di 9,3 miliardi). Dati incredibili se si considerano gli spettri della crisi delle materie prime e l’aumento del loro prezzo, così come di quello dell’energia e dei trasporti. Tutti fattori che potrebbero pregiudicare l’andamento del settore nel resto dell’anno e in particolare del mercato dell’arredo ufficio, il comparto che sta recuperando terreno con più fatica.

Ad aprile, infatti, il presidente di Federlegno-arredo Claudio Feltrin sottolineava già come la crisi delle materie prime, che le aziende del settore speravano di lasciarsi alle spalle nel corso del 2022, si sia al contrario inasprita in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Se alcune aziende lungimiranti del settore dell’arredamento da ufficio, come la milanese Divisione Ufficio, stanno tollerando la situazione grazie alle ampie scorte di materiali, molte altre hanno dovuto “raschiare il fondo del barile” o piuttosto dei loro magazzini. Ma perché la guerra ha aggravato la crisi delle materie prime?

Guerra e carenza di materie prime

In tempo di guerra crescono i problemi di approvvigionamento e i prezzi delle materie prime, soprattutto se vengono coinvolti paesi chiave per l’import. Russia, Bielorussia e Ucraina, per esempio, vendevano all’Italia circa il 5,3% di tronchi, segati e pannelli. Senza contare che la sola Russia pesava 410 milioni di euro sull’export della filiera e che per l’Italia è la prima fornitrice di legno di betulla. Ma non esiste solo il legno: anche ferro, alluminio e plastiche sono sempre più scarsi.

Non è perciò soltanto una questione di prezzi elevati: le aziende sarebbero anche disposte a pagare di più per le materie prime, ma il fatto è che queste ultime non sono più sul mercato. Il conflitto in Ucraina rischia dunque di tarpare loro le ali, impedendo di soddisfare il grande numero di ordini arrivati nel contesto della forte ripresa post-Covid. Una congiuntura infelice, insomma, sulla quale ha però gettato uno spiraglio di luce il Salone del Mobile, vetrina internazionale per il Made in Italy.

Le prospettive del mercato dell’arredo ufficio

Il Salone ha infatti offerto alle aziende italiane, da sempre sinonimo di eccellenza nel settore, la salvifica opportunità di diversificare i mercati e rafforzare la propria presenza in aree promettenti, un’azione imprescindibile nel momento in cui cambia il quadro geopolitico. Tra le proposte per rendere più resiliente il settore, a proposito, c’è anche l’istituzione di una centrale di acquisto di materiali da parte dello Stato, che possa raccogliere le richieste di materie prime per indirizzarle verso mercati ancora inesplorati.

Tra le soluzioni veramente decisive, poi, c’è la ricerca di materiali alternativi e sostenibili in patria, per sostituire quelli difficilmente reperibili e intanto rendere più green e competitivo il settore. FederlegnoArredo ha a tal proposito appena assunto, nell’evento “Impronte sostenibili, rigeneriamo il futuro” tenutosi a fine giugno al Mudec, l’impegno di guidarne la transizione ecologica, con il piano “FLA Plus”. Un legnoarredo più circolare e rinnovabile diventerebbe infatti anche più autonomo e resiliente rispetto agli accadimenti esterni.

Il mercato dell’arredo ufficio, che soffre più di altri comparti, ha però bisogno anche di focalizzare attentamente i nuovi orizzonti del lavoro, che negli ultimi due anni è cambiato a velocità vertiginosa. Tra lavoro agile e spazi ibridi, gli uffici stanno ridefinendo la propria fisionomia e le proprie necessità, senza contare l’aumento di richieste di arredi ufficio da casa, che si integrino armoniosamente in un contesto domestico.

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