Inaugurato l’anno accademico 2021-2022 all’Università di Pavia

Presente alla cerimonia il Capo dello Stato. L'ateneo celebra i 660 anni dalla sua fondazione.

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella,con Francesco Svelto, Rettore dell’Università degli Studi di Pavia,all'inaugurazione dell’Anno Accademico 2021-2022 dell’Università degli Studi di Pavia, in occasione del 660° anniversario dell’Ateneo (Foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella,con Francesco Svelto, Rettore dell’Università degli Studi di Pavia,all'inaugurazione dell’Anno Accademico 2021-2022 dell’Università degli Studi di Pavia, in occasione del 660° anniversario dell’Ateneo (Foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Un messaggio forte quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Pavia, che coincide con la celebrazione dei seicentosessanta anni dalla fondazione.

“Chi non si vaccina costringe gli altri a limitare la propria libertà. Il vaccino è lo strumento che in grande velocità la comunità scientifica ci ha consegnato per sconfiggere il virus e sta consentendo di superarne le conseguenze non solo di salute ma anche economiche e sociali. Chi pretende di non vaccinarsi, con l’eccezione di chi non può farlo per salute, e di svolgere una vita normale frequentando luoghi di lavoro o svago, costringe tutti gli altri a limitare la propria libertà, a rinunciare alla propria possibilità di recuperare luoghi, modi e tempi di vita”.

Nel cortile Teresiano dell’ateneo il Capo dello Stato, giunto da Milano dopo l’inaugurazione del Supersalone, nel ha voluto ricordare anche i “medici, giornalisti e scienziati oggetto di violenti attacchi e minacce, fenomeni allarmanti e gravi che vanno contrastati con fermezza, anche sanzionando con doveroso rigore”. Mattarella ha concluso il suo intervento evidenziando il ruolo centrale delle università, “comunità di vita, aperte non soltanto al territorio ma al mondo. L’istruzione deve essere aperta a tutti, è necessario ampliare la diffusione della conoscenza” facendo poi filtrare la propria amarezza riguardo all’“inaccettabile il divario di laureati del nostro Paese rispetto a quelli europei”.

La cerimonia all’Università di Pavia è stata aperta dal Ministro Maria Cristina Messa (Miur) che dopo aver annunciato la ripresa degli atenei in presenza ha sottolineato come “il futuro non si può immaginare senza la presa di coscienza del presente. Veniamo da giorni che hanno lasciato cicatrici profonde, non possiamo abbassare la guardia ma non possiamo continuare a rinunciare. Dobbiamo riappropriarci della socialità, di una libertà che va però contemperata con le necessarie misure di controllo e gestione della pandemia. Bisogna ricominciare a frequentare e vivere le biblioteche, le aule, i laboratori, gli spazi comuni, le mense e le residenze. L’università deve essere un ponte da attraversare, presidio di civiltà, civismo e democrazia”.

“Conoscenza e ricerca per migliorarci e progredire”

“Lo spirito critico per restare tale deve essere libero da pregiudizi e da preconcetti – ha proseguito la ministra. Sarebbe davvero curioso, se non imbarazzante, che tutto questo venisse rallentato o addirittura ostacolato e che proprio nelle comunità universitarie trovassero accoglienza e credito fake news o teorie negazioniste sui vaccini o sulla gestione delle fasi emergenziali e post emergenziali. La conoscenza e la ricerca sono gli unici strumenti che abbiamo per migliorarci e progredire”. 

Raffaele Bruno, Rettore Università di Pavia
Il professore Raffaele Bruno – Foto: Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo

La scienza è l’unica strategia vincente conto le pandemie

Il professore Raffaele Bruno, ordinario all’Università di Pavia nonché direttore di Malattie Infettive al San Matteo, nella sua prolusione ha ribadito la rilevanza della scienza, “che rimane l’unica strategia vincente contro le pandemie”. Una battaglia che “può essere combattuta solo riscoprendo il concetto di salute come bene pubblico. Non si può pensare di intraprendere percorsi separati, occorre creare sinergie con l’obiettivo di salvare vite umane ma anche di diffondere conoscenze scientifiche.”

Bruno si è poi soffermato sul “fenomeno dello “spillover” (salto di specie), ovvero il trasferimento di un agente patogeno da un animale all’uomo”. Negli ecosistemi gestiti dall’uomo si registra una forte presenza di virus zoonotici e, tra gli animali, i pipistrelli ospitano la più alta percentuale di questo tipo di virus”. Le ricerche condotte indicano che tra un terzo e la metà di tutte le malattie infettive dell’uomo ha origine zoonotica, ossia vengono trasmesse da animali. “I virus – ha affermato il professor Bruno – non effettuano il salto di specie in una sola direzione.

La minaccia dello spill over inverso è ormai un dato di fatto. Diversi pazienti Covid hanno infatti trasmesso il virus agli animali”. Bruno ha poi concluso la sua lettura solenne con le parole di Sir Jeremy James Farrar, ricercatore specializzato in malattie infettive e direttore di Wellcome Trust, fondazione di beneficenza indipendente focalizzata sulla ricerca sanitaria. “Un percorso per uscire dal dilemma che ora il mondo deve affrontare verrà dalla ricerca. Potrebbe assumere la forma di un trattamento efficace o di un farmaco in grado di prevenire le infezioni negli operatori sanitari o, in ultima analisi, di un vaccino”.

Fare ricerca coinvolgendo sempre di più gli studenti

“Una università che fa ricerca è una università che coinvolge i giovani” ha detto il rettore dell’Università di PaviaFrancesco Svelto, che ha posto l’accento sulla “fuga dei cervelli all’estero e lo scarso arrivo in Italia di studenti e ricercatori, due punti dolenti da affrontare con incisività. Il programma di interventi europei sollecita di investire sul futuro e sulle nuove generazioni ma occorre agire anche sul versante delle infrastrutture. Pavia su questo fronte ha già posto in essere nuovi spazi per la ricerca e sta procedendo nella individuazione di altre strutture che consentano agli studenti di operare con maggior profitto”.

Nel ricordare l’anniversario dell’ateneo pavese Svelto ha evidenziato “la lungimiranza di Galeazzo II Visconti, cui si deve la fondazione del castello di Pavia e della biblioteca e soprattutto dell’università nel 1361. Il suo fu un investimento sui giovani e sulla loro formazione all’indomani del lungo periodo bellico e della peste nera, che sterminò gran parte della popolazione (7 pavesi su 10)”. Alla cerimonia è intervenuto anche Jacopo Logiudice, in rappresentanza degli studenti pavesi. Logiudice ha espresso la sua vicinanza “agli studenti afghani iscritti all’università di Pavia” e ha invocato “l’innalzamento del tetto della no tax area dai 22mila euro attuali a 30mila euro”..

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