“Ho avuto un dolore alla gamba, poi un mancamento. È diventato tutto nero e ho perso il controllo. Ho ripreso conoscenza solo quando ho sbattuto contro il palazzo”.
È il racconto di Pietro M., 60 anni, l’autista del tram deragliato venerdì a Milano, intervistato da La Repubblica poco prima delle dimissioni dall’Ospedale Niguarda.
Il conducente sostiene di essere stato colto da un malore mentre era in fase di marcia. “Non ho visto più nulla – ha spiegato –. Penso alle vittime, il mio morale è a terra. Mi dispiace tantissimo”.
In servizio da 35 anni, sempre alla guida dei tram, aveva iniziato nel marzo del 1991. “Questo è stato il mio primo incidente”, ha aggiunto, visibilmente provato.
La moglie Cinzia ha raccontato che fisicamente il marito è quasi illeso, a parte una contusione alla testa e un occhio nero per l’urto contro il vetro della cabina. “Moralmente è distrutto – ha spiegato –. Non gli era mai successo prima. Ha avuto come uno svenimento, non si è reso conto di nulla. Si è ritrovato contro il muro con le persone che lo chiamavano”.
Sulle cause dell’incidente sono in corso accertamenti.



