Nel nuovo insediamento di via Cascina Merezzate, a sud‑est di Milano, i residenti segnalano una lunga serie di raid notturni contro le auto in sosta. In pochi giorni sarebbero state danneggiate 38 vetture con vetri rotti e abitacoli rovistati. È l’ennesimo allarme sicurezza in un’area di social housing presentata come “quartiere del futuro”, ma già schiacciata da problemi vecchi: microcriminalità e degrado collegati alla vicinanza con l’asse di Rogoredo.
Secondo i residenti, il peggioramento è arrivato dopo la chiusura di un varco usato dai pusher: il muro di cemento ha spostato i tossicodipendenti in cerca di denaro verso via Colorni, tra il parcheggio di un supermercato e il nuovo complesso residenziale. Qui, di notte, si concentrano le spaccate alle auto alla ricerca di monete o oggetti da rivendere. Le stesse fonti segnalano che la dose viene poi consumata in un edificio abbandonato in via Medici del Vascello.
Il nucleo interessato conta 66 famiglie in tre palazzine, inserite in un quartiere più ampio da circa 500 famiglie. Gli abitanti parlano di una routine: ogni mattina qualcuno trova l’auto forzata, con danni a vetri, portiere e cruscotti, e perdite economiche ricorrenti per riparazioni e sostituzioni.
Sul fronte delle misure preventive, i residenti dicono di aver chiesto al gestore degli stabili, Redo, di installare telecamere nelle aree esterne e all’interno delle autorimesse, ma finora senza risultati. A pesare è anche un problema pratico: nelle autorimesse sotterranee i cellulari non prendono. Chi rientra o esce dal box non può chiamare aiuto in caso di aggressione o tentativo di furto. In più occasioni, per spaccare i finestrini, sarebbero stati usati persino gli estintori predisposti per la sicurezza antincendio delle rimesse.
Il quadro raccontato dai residenti mostra la fragilità di un’area di nuova costruzione che si trova al confine con vecchie criticità: muri e barriere possono spostare i problemi di qualche centinaio di metri, ma non li risolvono. Per chi vive a Merezzate, la priorità è rafforzare subito i presìdi: più videosorveglianza, illuminazione efficace, copertura telefonica nelle autorimesse e accessi meglio controllati. In parallelo, chiedono una maggiore presenza delle forze dell’ordine nelle ore notturne e interventi sociali mirati sulle fasce più fragili del quartiere, per ridurre il bacino di microcriminalità che alimenta i colpi in serie alle auto.



