C’è la giovane donna peruviana che ha scoperto l’arte della pelletteria e ne è rimasta folgorata. C’è Naomi, arrivata dalla Nigeria e in Italia da vent’anni, che ora, con le competenze acquisite, è pronta addirittura a mettersi in proprio.
C’è poi chi un lavoro ce l’ha già, ma vorrebbe progredire professionalmente. Queste sono solo alcune delle testimonianze raccolte in occasione della due giorni dedicata all’orientamento, al futuro economico del territorio e, soprattutto, all’incontro tra culture e professioni differenti.
Si tratta delle storie di persone giunte al termine del percorso formativo organizzato da Aslam, ente di formazione accreditato presso la Regione Lombardia. È questa la sfida del progetto Bridge dedicato alla formazione professionale dei migranti dai 18 ai 35 anni, che ha riunito cento tra ragazzi e ragazze agli OrientationDay ospitati dal POLIMI Graduate School of Management a Milano.
“La formazione come leva strategica di innovazione sociale”
Le selezioni si sono svolte il 14 e il 15 luglio scorsi nella prestigiosa cornice del Campus Milano Bovisa, grazie alla collaborazione con la Business School del Politecnico di Milano. L’ente ha accolto cento giovani adulti per presentare un percorso che unisce due grandi necessità: il desiderio di integrazione dei nuovi cittadini e la richiesta della realtà industriale locale, che fatica a reperire personale qualificato. Durante gli OrientationDay sono stati presentati i corsi 2026-2027 e i candidati hanno potuto approfondire l’offerta formativa di Aslam, confrontarsi con tutor e orientatori, sostenere test di selezione e colloqui individuali finalizzati a individuare il percorso professionale più adatto.
Le due giornate al Polimi seguono agli esami svolti nei giorni scorsi dagli studenti del primo anno del progetto, provenienti principalmente da America Latina, Asia e Africa. Su 101 iscritti, 76sono stati ammessi agli esami finali e 72 sono stati promossi, conseguendo la qualifica professionale regionale EQF di livello 3. Un titolo, questo, che grazie a Bridge può essere ottenuto in un solo anno scolastico rispetto a quanto accade durante il percorso canonico di formazione professionale della durata di tre anni che si può intraprendere dopo le scuole medie.

“La formazione professionale – ha dichiarato Angelo Candiani, presidente di Aslam – è finalizzata al conseguimento di un titolo di studio e orientata all’ingresso nel mondo del lavoro in ambiti ad alta domanda di personale, come meccanica, legno, saldatura, impiantistica e pelletteria.
Bridge, dunque, non è una semplice proposta formativa, ma una risposta strutturata per connettere due mondi spesso distanti: la didattica d’aula e la realtà operativa delle imprese manifatturiere, che costituiscono la gran parte del tessuto economico italiano”.
Si cercano elettricisti
“L’iniziativa – spiega Carlo Carabelli, direttore generale di Aslam – non nasce a tavolino, ma si sviluppa direttamente all’interno delle realtà produttive e manifatturiere di Milano e della Brianza, dell’Alto Milanese e della provincia di Varese, valorizzando le eccellenze storiche e intercettando i nuovi trend di mercato”. Le aziende non hanno un ruolo passivo, “ma sono coinvolte direttamente nella progettazione dei corsi. Non si limitano a ospitare i giovani per gli stage, ma danno ulteriori consigli e suggerimenti a noi formatori”. Sulle nuove tendenze di mercato è interessante notare una crescita esponenziale nel Milanese nei settori elettrico ed energetico”.
Il paradosso del mercato: 50.000 posti vuoti e titoli non riconosciuti
Il Progetto Bridge nasce così da una fotografia nitida e preoccupante del nostro sistema produttivo. Da un lato, il settore manifatturiero e industriale italiano si scontra quotidianamente con gli effetti del calo demografico e con un progressivo disinteresse dei giovani locali verso i mestieri tecnici. Figure tradizionali, ma ad altissima specializzazione – come saldatori, elettricisti, meccanici e pellettieri – sono ormai diventate introvabili. Ad oggi, il deficit stimato per il tessuto produttivo locale supera i 50.000 addetti.

Dall’altro lato, esiste una platea crescente di giovani adulti di nazionalità straniera che già risiedono regolarmente sul territorio, ma che spesso si scontrano con il mancato riconoscimento dei propri titoli di studio o con la mancanza di canali di inserimento mirati. Il Progetto Bridge si propone proprio come quel “ponte” necessario per trasformare questo paradosso in un’opportunità di crescita per tutti. “Siamo lieti di aver ospitato per il secondo anno consecutivo gli OrientationDay del progetto Bridge presso il nostro Campus. Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni formative e territorio, pienamente coerente con il Purpose della nostra Scuola e con le direttrici del nostro piano strategico, che pongono al centro l’impatto sociale, l’inclusione e lo sviluppo del capitale umano. Favorire percorsi di orientamento e formazione per giovani migranti significa contribuire attivamente alla costruzione di un sistema più equo, capace di valorizzare i talenti e rispondere alle esigenze del tessuto produttivo”, ha concluso Enrico Bellazzecca, Associate Dean for Sustainability& Impact di POLIMI Graduate School of Management.



