Si sono chiuse in questi giorni le indagini sulla morte di Ramy: la procura ha chiesto il processo per Fares Bouzidi (amico di Ramy, alla guida del motorino) e per sette carabinieri che risultano coinvolti nell’accaduto.
È passato poco più di un anno dall’inseguimento e incidente che ha causato la morte di Ramy Elgaml. La procura ha ufficialmente rinviato a giudizio Bouzidi, il guidatore del Tmax con a bordo il giovane, e i 7 carabinieri coinvolti.
Le accuse sono di omicidio stradale per Fares Bouzidi e per il guidatore dell’auto coinvolta nell’incidente. Per gli altri carabinieri le accuse sono di falso ideologico, ovvero la falsificazione dei verbali di quella sera; di favoreggiamento e depistaggio per aver intimato a un testimone oculare della vicenda di eliminare un video dell’accaduto; di false informazioni ai PM, ovvero la dichiarazione di non possedere i video registrati da una dashcam e una bodycam, smentiti dalla consulenza informatica sui loro cellulari.
Sull’onda di questa notizia, questo weekend sono stati consegnati gli Ambrogini d’Oro e si sono scatenate varie forme di protesta alla consegna della benemerenza civica all’unità radiomobile dell’Arma, di cui fanno parte i carabinieri coinvolti nell’inseguimento di Ramy. La notizia del rinvio a giudizio è sicuramente positiva, ci auspichiamo che la giustizia possa portare un po’ di pace al ricordo del giovane ragazzo, morto così tragicamente.


