HomeCulturaI Cavalieri d’Italia insieme nella cultura. Aperto il ciclo culturale dei cavalieri

I Cavalieri d’Italia insieme nella cultura. Aperto il ciclo culturale dei cavalieri

E’ iniziato il primo ciclo “Insieme nella Cultura” organizzato dall’U.N.C.I. (Unione Nazionale Cavalieri d’Italia) in collaborazione con le Associazioni “Liberamente caffè” e “El Bigatt” organizzato negli spazi della biblioteca comunale in Parabiago. L’evento culturale in omaggio a “Raffaello”, genio del Rinascimento è stato rappresentato dal Prof. Letterio Gerli, da anni Socio U.N.C.I. di Milano con sede in Parabiago e già espressione culturale di altri incontri di artisti illustri.

All’evento ha partecipato un folto pubblico tra Soci ed amici invogliati dal Presidente provinciale U.N.C.I., Cav. Lucio Tabini, che ha gradito con continui applausi la spiegazione dei capolavori Raffaelliani, il cui artista ha preso molti elementi da Leonardo e Michelangelo per esprimere le proprie motivazioni nelle sue raffigurazioni. 

I capolavori artistici rappresentati dal Prof. Gerli hanno ampiamente spaziato dallo Sposalizio della Vergine, dipinto di olio su tavola del 1504 e conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano; Federico da Montefeltro, condottiero italiano, capitano di ventura e famoso signore rinascimentale morto a Ferrara nel 1482; Lettera di Raffaello a Papa Leone X° sul tema della protezione e conservazione delle vestigia di Roma antica, nella quale l’uomo del Rinascimento imputa alla scelleratezza dei Barbari la distruzione della nobile civiltà romana. 

Raffaello scrisse la lettera in qualità di Prefetto di tutti i marmi e le lapidi, nel 1519; Incontri con Roma nel Rinascimento con Leon Battista Alberti e Donatello; Raffaello che sfrutta il “Pittore matematico” Piero della Francesca, grande maestro della prospettiva geometrica razionale; Anche il celebre Pinturicchio si avvalse della collaborazione del giovane Raffaello, infatti molti sono gli schizzi rimasti nel libro dei disegni personale di Raffaello ; Il ritratto di Giulio II° è un dipinto a olio su tavola commissionato da Papa Giulio II° a Raffaello nel 1511 ed è conservato nella National Gallery di Londra. 

Ne esiste una seconda versione su tela conservata negli Uffizi di Firenze, mentre una terza versione sempre su tavola di Raffaello e la sua bottega esposta a Francoforte; Nel 1504 Raffaello si trasferisce a Firenze per imparare le lezioni dei grandi pittori Leonardo da Vinci e Michelangelo; Nel 1503-504 fu ispirato da un marmo antico a Siena nella biblioteca di Papa Pio II° Piccolomini, con le virtù femminili di modestia, bellezza ed amore per effettuare un dipinto di piccole dimensioni che probabilmente era accostato al sogno del Cavaliere, della National Gallery di Londra in “Le tre Grazie” di Raffaello. 

Raffaello curava molto l’aspetto psicologico dei personaggi dipinti; La donna con il liocorno, del 1505-1506, conservato nella Galleria Borghese a Roma. Il dipinto ritrae una giovane donna dai capelli biondi e gli occhi azzurri, seduta, ha sul grembo un piccolo liocorno simbolo di castità; Madonna con bambino e San Giovanni di Raffaello, è una celebra opera conosciuta a partire dall’ottocento anche con il titolo di “Belle Jardiniere”; La Madonna del Cardellino, dipinto su tavola del 1506 e conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze. La tavola è stata dipinta durante il soggiorno di Raffaello a Firenze (1504-1508) dove potè studiare i grandi maestri fiorentini e dove lavorò per alcune grandi famiglie di mercanti; Trasporto del Cristo morto, nel 1507, è l’opera a cui Raffaello dedicò un’attenzione ed una cura per i particolari uniche, ottenendo un risultato strabiliante.

L’opera fu commissionata da Atlanta Baglioni per una pala di altare; Liberazione di San Pietro dal carcere, databile 1513-1514 e situato nella stanza Vaticana “Eliodoro” ; La Velata, databile al 1516 e conservato nella Galleria Palatino di Palazzo Pitti a Firenze; Incendio di Borgo , affresco databile al 1514 e situato nella stanza dell’incendio di Borgo, Stanza Vaticana; Il doppio ritratto di Raffaello, databile 1513-1516 di cui non si conoscono i personaggi ritratti ma la critica li addebita a Lutero e Calvino, Andrea Doria e Cristoforo Colombo; Ritratto di Leone X° con i cardinali Giulio dè Medici e Luigi dè Rossi, databile 1518, situato nella Galleria degli Uffizi. Tutti i Musei più importanti hanno quadri di Raffaello. Perfino il grande scrittore e filosofo russo Fedor Michajlovic Dostoevskij, considerato uno dei più grandi romanziere e pensatore russo disse: “Dalle sue mani uscirono cose divine”. Nell’anniversario della morte di Raffaello Sanzio (1483-1520) vi è stata una mostra omaggio in suo ricordo al castello sforzesco di Milano. 

Il 6 aprile 1520, giorno del suo 37° compleanno Raffaello morì improvvisamente per cause misteriose a Roma. Nel momento della sua morte stava lavorando al suo più grande dipinto su tela, “La Trasfigurazione”, databile 1518- 1520 e conservato nella Pinacoteca Vaticana. Quest’ultimo dipinto incompiuto venne posto sulla sua bara durante il funerale che si tenne in Vaticano. Il corpo di Raffaello fu sepolto nel Pantheon di Roma. Immenso interesse culturale ha suscitato tra gli interventi la spiegazione di ogni opera del Prof. Letterio Gerli, dimostrando grande preparazione in materia.

Salvatore d’Arezzo 

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