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Chiudono le edicole, analfabeti in crescita

In Italia la crisi dell’editoria e delle edicole è di maggior intensità rispetto ai maggiori Paesi europei. In Inghilterra e Germania i giornali sopravvivono, facendo registrare ancora tirature delle edizioni stampate, in termini di milioni di copie.

In Italia i dieci maggiori quotidiani, editi nel nostro Paese, raggiungono a fatica, tutti insieme, un milione di copie. Colpa della nostra poca propensione alla lettura o della qualità delle testate del Belpaese? Forse di entrambe le ipotesi.

Il fatto che si vendano sempre meno giornali in Italia ha diversi risvolti; il primo è che il crollo delle vendite di copie coincide con l’aumento dell’analfabetismo funzionale, che si stima essere arrivato al 70% della popolazione.

Sette italiani su dieci, leggendo un testo non sono in grado di comprenderlo e commentarlo. Questo fenomeno, delle epoche che ritornano, è uno dei cardini della  Scienza Nuova di Giambattista Vico, che descrive i corsi e ricorsi storici, come il ritorno dei barbari dopo molti secoli dal loro ritrarsi.

La chiusura delle edicole

La continua chiusura delle edicole, porta con sé una grande tristezza; muta il panorama dei paesi e delle città. Viene meno un punto di riferimento per i cittadini, dove fermarsi per ricevere delle informazioni, socializzare e chiedere aiuto. Viene meno l’edicolante; stiamo buttando via un patrimonio di competenze e al tempo stesso dei presidi sul territorio. che danno sicurezza ai cittadini.

Attualmente le edicole ammontano a un quarto, rispetto a 15 anni fa; negli ultimi quattro anni sono 2700  le rivendite di giornali che hanno chiuso. Lo Stato, attraverso i comuni, avrebbe potuto varare dei provvedimenti di aiuto per i titolari delle edicole, trasformandole in una rete utile ai comuni, per erogare servizi, compresi quelli demografici.

Ma i nostri politici pensano al ponte di Messina, mentre mancano gli acquedotti, la rete ferroviaria, le strade e le infrastrutture per far decollare il turismo nel Sud Italia. Si sarebbe potuto salvaguardare  il grande patrimonio costituito delle edicole, ma, la classe politica italiana preferisce incoraggiare l’analfabetismo dei propri cittadini.

Roberto Fronzuti


Articolo pubblicato sul tabloid L’Eco di Milano e Provincia • Consulta il nostro archivio

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