Viale Crirene, inaugurato il giardino Pietro Bucalossi

Fu stimato oncologo, Sindaco di Milano, deputato e ministro.

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Inaugurato in viale Cirene di fronte civico 18, il giardino Pietro Bucalossi (1905-1992), medico e Sindaco di Milano. Alla cerimonia hanno preso parte l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno, il Presidente del Municipio 4 Paolo Guido Bassi e la nipote di Bucalossi, Maria Bucalossi.

Chi era Pietro Bucalossi

Pietro Enrico Alfredo Bucalossi (San Miniato, 9 agosto 1905 – Milano, 15 marzo 1992)
Pietro Enrico Alfredo Bucalossi (San Miniato, 9 agosto 1905 – Milano, 15 marzo 1992)

Simatissimo oncologo, Bucalossi fu Consigliere al comune di Milano dal 1951, fu eletto deputato al Parlamento dal 1953 con il PSDI per tre legislature consecutive. Il 17 febbraio 1964 si dimise da deputato perché eletto sindaco di Milano, carica che gli venne riconfermata dopo le elezioni del novembre dello stesso anno.

La sua attività come sindaco è ricordata soprattutto per il particolare rigore economico, che portò dopo molti anni il bilancio comunale in pareggio, a costo tuttavia di contrasti anche all’interno del suo partito, a causa dei drastici tagli alle spese di rappresentanza ed alla sua contrarietà alla creazione dei cosiddetti parlamentini, da lui visti come un’inutile proliferazione di cariche e, conseguentemente, di spese. Non va comunque dimenticato che, durante il suo mandato, vennero inaugurate a Milano importanti infrastrutture, fra cui spicca la linea 1 della metropolitana.

Durante il mandato di sindaco volle ricordare con una targa, posta all’ingresso del carcere di San Vittore, i numerosi cittadini che dopo l’8 settembre del 1943 furono imprigionati, torturati e uccisi dai nazi-fasciti. L’unificazione tra PSI e PSDI, a cui era contrario, pose fine alla sua esperienza come sindaco il 17 dicembre 1967, quando si dimise. Passato nelle file del PRI, ritrovò il mandato parlamentare nel 1968, venendo riconfermato nelle due legislature successive. Presidente di diverse commissioni, e vicepresidente della Camera dei deputati, è stato anche Ministro per la Ricerca Scientifica nel Governo Rumor IV e Ministro dei lavori pubblici nel Governo Moro IV. 

Fu inoltr proprio lui a ingigantire il prestigio dell’Istituto dei Tumori avviando l’oncologia moderna e selezionando i migliori specialisti sulla piazza. Dalla biografia di Cosmacini ho scoperto che Bucalossi, già primario di chirurgia all’Istituto, fu per molti mesi nel mirino del regime fascista e dovette lasciare il lavoro per entrare in clandestinità, partecipando alla lotta di Liberazione nelle file del Partito d’Azione. Intraprendente, decisionista, di non facile carattere, spigoloso anche nel volto, preferiva austerità e rigore rispetto alla mondanità e al marketing della salute. Per un trentennio ha tenuto insieme lotta al cancro e passione politica: in questo modo ha dato tanto ai malati e alla città.

 “Oggi abbiamo intitolato i giardini di viale Cirene alla memoria di Pietro Bucalossi. Milano pone fine a una dimenticanza grave che durava dal 1992, realizzando una proposta portata avanti con forza dall’amico e grande esponente repubblicano in città Franco De Angelis. Sono orgoglioso di aver contribuito anche io come Presidente di Municipio4 a questo momento – dichiara Paolo Bassi – Bucalossi è stato oncologo di fama internazionale, due volte ministro e più volte parlamentare, sindaco della nostra città. Esponente di quella politica laica che aMilano ha contribuito alla crescita e allo sviluppo della nostra comunità. Ruvido, quasi calvinasta nel rigore morale, portò Palazzo Marino al pareggio di bilancio senza rinunciare a grandi progetti di finanza pubblica, come quello che nei suoi anni in piazza della Scala 2 permise di costruire 34.000 nuovi alloggi nelle case popolari.  Fu partigiano e antifascista, ma al contempo fieramente anticomunista. Bucalossi aveva un carattere forte, intransigente. Un “toscanaccio”, come l’ha definito la nipote, oggi presente con noi alla cerimonia. Lasciò il PSDI quando si spostò a sinistra e poi anche il PRI in favore del PLI per motivi analoghi. Finì la carriera politica candidandosi nel 1980 nella Lista Civica per Milano, secondo alcuni un esperimento proto-leghista, troppo avanti rispetto i tempi. Ma era uno che sapeva guardare lontano, anche mettendo le idee davanti al consenso. Oggi Milano, finalmente, si guarda indietro. Tributando il giusto omaggio, a uno dei suoi figli adottivi migliori.”

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