Diventa “beato” il giudice ucciso dalla mafia

Esce anche un libro a firma di Toni Mira con prefazione di don Luigi Ciotti su Rosario Livatino.

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Oggi la beatificazione di Rosario Livatino ha elevato questo magistrato, come si usa dire, all’onore degli altari. Toni Mira ha compiuto un ampio lavoro di indagine intorno alla figura dell’uomo, del cittadino, del servitore dello Stato, per offrirci la possibilità di un incontro faccia a faccia con un personaggio che è un altissimo esempio di valore civile e che scuote le coscienze di tutti noi ben più di quanto farebbe un “santo da immaginetta”.

La copertina del libro di Toni Mira "Rosario Livatino. Il giudice giusto"
La copertina del libro di Toni Mira “Rosario Livatino. Il giudice giusto”

Livatino in preghiera, sì, Livatino guidato da un fortissimo senso della giustizia e della misericordia divine… ma soprattutto Livatino professionista, magistrato competente, concentrato e abile. L’uomo di legge che guadagna sul campo rispetto e autorevolezza. L’uomo scomodo per le mafie e forza trainante nel contrasto alla malavita.

Un incontro vivo, emozionante e istruttivo, reso possibile dall’ascolto di molti testimoni: colleghi, collaboratori nelle indagini, persone informate sui fatti. Al termine del percorso vengono pubblicati integralmente tre discorsi di Livatino (uno dei quali inedito) che, in circostanze e su temi diversi, ci fanno scoprire la sua voce, il suo pensiero, i suoi ideali.

Rosario Livatino. Il giudice giusto
di Antonio M. Mira
Editore: Edizioni San Paolo

Chi era Rosario Livatino

Rosario Angelo Livatino nacque a Canicattì nel 1952, dopo la maturità presso il locale liceo classico Ugo Foscolo si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, presso la quale si laureò nel 1975. Nel 1978, dopo essersi classificato tra i primi in graduatoria nel concorso per entrare nella magistratura italiana, venne assegnato presso il tribunale ordinario di Caltanissetta. Nel 1979 diventò sostituto procuratore presso il tribunale di Agrigento dove si occupò di indagare non soltanto su fatti di criminalità mafiosa ma anche di tangenti e corruzione, indagini che portarono a quella Tangentopoli siciliana che iniziò a confiscare i beni ai mafiosi. Venne ucciso il 21 settembre 1990 sulla SS 640 Caltanissetta-Agrigento all’altezza del viadotto Gasena mentre si recava in tribunale. Era a bordo della sua vettura quando fu speronato, inseguito e freddato a colpi di pistola.

La beatificazione

Sergio Mattarella assiste alla proiezione di un filmato per la beatificazione del giudice Rosario Livatino

Il 19 luglio 2011 è stato firmato dall’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, il decreto per l’avvio del processo diocesano di beatificazione. Durante questa fase 45 persone hanno testimoniato sulla vita e la santità di Rosario Livatino. Il 6 settembre 2018 viene annunciata la chiusura del processo diocesano e il 21 dicembre 2020 papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante il martirio aprendo la strada della sua beatificazione.

La beatificazione è avvenuta oggi, 9 maggio 2021, è stata presieduta dal cardinale Marcello Semeraro in diretta streaming.

Livatino è il primo magistrato beato nella storia della Chiesa cattolica.

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