Tasse, c’è una “bomba” di 50 milioni di cartelle pronta ad esplodere

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Il problema  fiscale incombe sul nostro Paese, già stremato dalla pandemia. Per ora la ’’bomba’’ rappresentata dai 50milioni di cartelle esattoriali, è tenuta nascosta, ma è pronta ad esplodere, non appena il governo deciderà di non prorogare la spedizione. Il termine per l’invio è fissato per il 28 febbraio 2021; se non dovesse intervenire un provvedimento di rinvio del governo, il giorno 1 marzo prossimo, potrebbe iniziare l’invio delle cartelle. Se così dovesse essere, si tratterebbe di una tragica situazione,  che travalica le imprevedibili conseguenze sul piano economico, sociale e dell’ordine pubblico.

Sul piano economico, l’arrivo di nuove tasse porterà centinaia di miglia di titolari di imprese, alla decisione di chiudere. Per l’aspetto sociale, preoccupa l’esasperazione di milioni di disperati, che potrebbero scendere in piazza; in un contesto del genere, l’ordine pubblico è a rischio di sommosse di piazza. 

I 50milioni di cartelle, statisticamente riguarderebbero tutte le famiglie italiane:

se dai 60milioni di italiani escludiamo i bambini, la statistica segnala che in molte famiglia arriverà più di una cartella. Di fronte ad una situazione così disastrata, sarebbe opportuno (come primo provvedimento) rinviare la riscossione e poi studiare una sorta di amnistia. Una legge (se non vogliamo chiamarla di condono) che abbia proprio il sapore dall’amnistia, tipica dei periodi post bellici. Occorre un atto che metta una pietra sopra sul passato fiscale dei cittadini e delle imprese, che dia a tutti la possibilità di ricominciare e vivere e sperare. In modo particolare i piccoli importi, bisognerebbe cancellarli, evitando di inviare inviti di pagamento.

Roberto Fronzuti

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