Scintille dal palazzo

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Pieve Emanuele - Il Centro civico con municipio, scuola media e biblioteca
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Brutta storia politica quella che si sta consumando nel palazzo che vede protagonisti il sindaco Paolo Festa (Pd) che prima azzera la giunta, togliendo la delega all’assessore Paola Battaglia e ad altri 4 assessori, che poi esprimono solidarietà al sindaco che li rinomina con l’inserimento di due nuovi assessori.

Se lo scopo era quello di “disfarsi” della Battaglia perché è stata revocata la giunta, bloccando l’amministrazione per circa 15 giorni? Per poi riconfermare gli stessi assessori, quando sarebbe stato sufficiente togliere loro la delega, visto che la Battaglia si era già dimessa da consigliere comunale.

Centinaia di cittadini hanno contestato la decisione del sindaco Festa di togliere la delega a Paola Battaglia per aver denunciato lo stalking da parte di un parente del presidente del Consiglio comunale, ma principalmente per aver riferito di situazioni amministrative poco chiare: in particolare alla incompatibilità dell’assessore all’Urbanistica, Giovanni Cannistrà, impegnato con attività professionali private in materia di Ecobonus nel territorio di Pieve Emanuele. 

Fuori dal coro dello scambio di accuse, che per oltre un decennio hanno investito il Comune di Pieve Emanuele. Ma le vicessitudini subite per ben 4 anni dall’ex assessore Battaglia, che merita tutta la nostra solidarietà, non si può tacere sulle gravi rivelazioni di “presunti illeciti” rese pubbliche dalla stessa.

La replica del sindaco Festa:

“LE ACCUSE DI PAOLA SONO MOLTO GRAVI E NON CAPISCO COME MAI TIRANO FUORI QUESTI FATTI SOLO ADESSO? COME MAI SI PARLA PUBBLICAMENTE UNA VOLTA FUORI E NON SI È DENUNCIATO PRIMA?”.

Di quanto denunciato dall’assessore è sempre apparso sulle pagine de L’Eco (mai smentite), ed è stata presentata anche una interpellanza (2 marzo 2018), dagli ex consiglieri comunali, Antonio Cerminara e Domenico Scordia, sui PII di via Matteotti. Nel 2012, in diversi incontri i nuovi amministratori alla presenza anche di testimoni hanno chiesto apertamente di rinunciare al quel programma urbanistico e di accettare una riduzione delle volumetrie del PII, mostrando disponibilità ad intervenire nei confronti dei ricorrenti del comitato per indurli a desistere dal contenzioso”.

Il ricorso viene, quindi, ritirato e il Tar emette il decreto decisorio 815 del 7.11.2014 e condanna il Comune al pagamento di circa 800 mila euro. Una vicenda che ha poi avuto ricadute sul mancato rispetto del patto di stabilità nel 2013. C’è, inoltre, la vicenda dei migranti arrivati a Pieve nel 2011 con Paola Battaglia e Paolo Festa che convocano un Consiglio comunale in pieno luglio per contestare la presenza di disperati fuggiti dalla guerra in Libia e contro l’allora direttore del Residence Ripamonti e coordinatorel Pdl, Giuseppe Milone.

I migranti sono “speciali” nel 2016 con la richiesta della giunta al Ministero dell’Interno per ospitare 12 migranti in una struttura comunale, gestita in convenzione da una cooperativa sociale, realizzata nel 1994 esclusivamente per ospitare disabili in una comunità alloggio (progetto redatto proprio dall’ex assessore Cannistrà). Viene pure modificata la convenzione su proposta dell’assessore Cannistrà. La cooperativa incassa 153 mila euro all’anno per i 12 migranti e il Comune contribuisce con ulteriori 50 mila euro annui.

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