Fabrizio Gatti presenta il suo ultimo libro “L’infinito errore. La storia segreta di una pandemia che si doveva evitare” a Cascina Commenda il 17 giugno alle 20:45, ultimo appuntamento della rassegna culturale “Futura“.

Ingresso gratuito su prenotazione scrivendo a biblioteca.segrate@cubinrete.it
L’evento, oltrechè in presenza sotto il Portico di Cascina Commenda, si potrà seguire in diretta online sulla pagina facebook della Biblioteca

Il libro

L’Infinito errore. La storia segreta di una pandemia che si doveva evitare
di Fabrizio Gatti
La nave di Teseo, 2021

Fabrizio Gatti, in un’indagine durata più di un anno sulla pandemia che ha sconvolto il mondo, dimostra come la debolezza della politica, gli interessi dell’economia e la forza strategica della Cina abbiano aperto la strada alla diffusione del virus. Per la prima volta, un libro descrive nei minimi dettagli la catena di errori commessi da scienziati e governi.

L’infinito errore rivela la storia segreta della pandemia grazie a testimonianze e informazioni inedite, tra cui l’analisi di oltre diecimila documenti e l’accesso alle banche dati che registrano l’identità genetica dei virus.

Questa inchiesta ripercorre l’intero viaggio compiuto dal coronavirus mettendo in evidenzia gli errori, le responsabilità e gli scandali, anche di casa nostra, che hanno aggravato colpevolmente la situazione epidemiologica.

L’autore

Fabrizio Gatti scrive per il settimanale L’Espresso, a cui lavora dal 2004 come inviato. Sono famose le sue inchieste da infiltrato sulle rotte dell’immigrazione irregolare dall’Africa all’Europa, sul caporalato nell’agricoltura e nell’edilizia, sulle scarse condizioni igieniche negli ospedali e sulla corruzione negli appalti pubblici. Dal 1987 al 1990 ha scritto per Il Giornale di Indro Montanelli e dal 1991 al 2004 per il Corriere della Sera.
Ha anche attraversato quattro volte il deserto del Sahara sui camion con centinaia di migranti in viaggio dal Niger verso la Libia e si è infiltrato in una organizzazione di trafficanti di uomini in Nord Africa, diventando l’autista di uno dei gangster. È stato recuperato in mare, rinchiuso nel centro di detenzione sull’isola di Lampedusa come immigrato irregolare iracheno, con il finto nome di Bilal Ibrahim el Habib. Sempre per svolgere una delle sue inchieste da infiltrato, si è fatto ingaggiare come schiavo, con altri lavoratori stranieri, dai caporali che controllano la raccolta di pomodori in Puglia.
Gatti ha raccontato la sua esperienza di giornalista sotto copertura in numerose inchieste pubblicate da L’Espresso e nei libri Bilal – Viaggiare, lavorare, morire da clandestini (Rizzoli, 2007 – vincitore del premio Tiziano Terzani), diario di quattro anni vissuti da infiltrato tra il deserto del Sahara, Lampedusa e le campagne dove l’industria alimentare compra prodotti a prezzi da fame; e Gli anni della peste (Rizzoli, 2013), romanzo-verità sul primo collaboratore di giustizia tradito dallo Stato nel momento in cui l’Italia scende a patti con la mafia.

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