La grande crisi del mondo dello spettacolo e i progetti dell’Accademia Superiore Nuovo Cinema di Milano

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Un workshop nella sala di posa all'Accademia Superiore Nuovo Cinema
Un workshop nella sala di posa all'Accademia Superiore Nuovo Cinema

Il 2020 è stato un anno molto difficile per tutti i settori dello spettacolo. Dall’analisi dei cali medi condotta dai ricercatori del gruppo ASK dell’Università Bocconi di Milano sulla base dei dati forniti dall’Osservatorio dello Spettacolo SIAE emerge una contrazione del 69% nel numero di spettacoli, del 72% degli ingressi, del 77% dei ricavi al botteghino e del 76% della spesa del pubblico. Diversi sono i fattori che hanno portato a questi risultati: le politiche di chiusura definite dai diversi DPCM, i numeri ridotti di ingressi dovuti alle misure di distanziamento, il rallentamento delle nuove produzioni in tutte le filiere e naturalmente le reazioni dei singoli, lato domanda e lato offerta.

Lo sviluppo della crisi collegata alla pandemia ha determinato il crollo improvviso dell’offerta e del consumo di spettacolo ed intrattenimento. Solo nella tarda primavera di quest’anno, con la riapertura della stagione estiva dei grandi e piccoli eventi, si è assistito ad una timida ripresa.

Coloro che frequentano il mondo dello show-business sanno però che una “rondine non fa primavera” e buona parte del comparto è fatta da attività che richiedono tempi e modi decisamente più complessi rispetto a quelli di un evento in piazza, un concerto o un evento singolo.

Le stagioni teatrali “minori” e soprattutto le produzioni cinematografiche hanno subito un colpo durissimo dalla pandemia. Il COVID ha penalizzato molto il mondo dello spettacolo e i presunti ristori non saranno sufficienti a risarcire cinema, discoteche, teatri e altre attività che rischiano di non riaprire più.

Se il mondo professionistico-commerciale dovrà continuare a scontrarsi con le ondate pandemiche, anche la formazione sta subendo importanti contraccolpi.

Spettacolo e formazione

In pochi ricordano che Milano fu protagonista di film come Rocco e i Suoi Fratelli (1960) di Luchino Visconti, Miracolo a Milano (1951) di Vittorio De Sica o Milano Calibro 9 (1972) di Fernando di Leo (un Noir che il regista statunitense Quentin Tarantino prese a ispirazione, NdR) e, in tempi più recenti, con il film sulle gesta di Renato Vallanzasca “Gli Angeli del Male” di Michele Placido (2010) che vide fra gli sceneggiatori Antonella D’Agostino ex moglie del Bandito della Comasina.

Ancora oggi il capoluogo lombardo è una realtà di primo piano nel panorama italiano nella produzione e nella formazione cinematografica e probabilmente è tra le prime città europee in campo teatrale.

Se un tempo era il fervore dell’apprendimento sul campo a farla da padrone, ai giorni nostri sono le scuole e i corsi di alta formazione che gettano le basi per attori, tecnici e produttori di domani.

Non stupisce, dunque, che il settore della didattica si sia trovato costretto a rivedere le proprie modalità per rispettare le norme del mondo della scuola per le lezioni e quelle del lavoro per le attività sul campo.

“Per l’anno 2021/2022 – prosegue ha dichiarato la direzione della scuola – siamo pronti anche allo smartworking ma, ovviamente, non vediamo l’ora di tornare ad avere un contatto diretto e originale con i nostri studenti. Agire sullo strumento “corpo e voce” con il filtro tecnologico non è certamente la situazione ideale per insegnare, selezionare e formare i nuovi talenti del cinema italiano ed internazionale”.

L’Accademia Superiore Nuovo Cinema

L’Accademia Superiore Nuovo Cinema di Precotto quartiere milanese della zona nord-est, è una realtà nata per volontà di alcuni professionisti provenienti dal mondo dello spettacolo.

Tra i fondatori troviamo Emanuele Carlo Ostuni, docente di storia di cinema, teatro ed elementi di recitazione (nonché collaboratore dell’Eco), Riccardo Mazzarella (Dizione – Recitazione) una carriera di attore, regista Teatrale e figlio di quel Piero Mazzarella monumento del Teatro meneghino, Giancarlo Mangione (Sceneggiatura) e il produttore Cesare Geremia Giromini.

Gli allievi, provenienti da tutt’Italia, sono il segno che c’è voglia di capire non solo il lavoro dell’attore e le sue dinamiche, ma anche il vivere in anteprima la realtà di una sala casting o di un teatro di posa cinematografica assaporando l’atmosfera, un po’ dimenticata, che il capoluogo lombardo seppe creare tanti anni fa.

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