Il 5 Marzo 1922 nasceva a Bologna Pier Paolo Pasolini, personalità complessa e versatile della cultura e del cinema Italiano, profeta ante litteram per molti aspetti che avvennero poi nella società, capace di lasciare un segno in molti campi. Autore per Alice, Domenico Modugno, Gabriella Ferri, drammaturgo, poeta, regista, saggista, scrittore e sceneggiatore, la sua omosessualità per nulla celata fu terreno di scontro della società sessantottina.

Pier Paolo Pasolini e il cinema

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Pierpaolo Pasolini

Cineasta di film di impronta popolare, Accattone, Mamma Roma ma anche sferzanti e provocatorie produzioni Salò e le 120 giornate di Sodoma, Teorema, I racconti di Canterbury fu premiato al Festival del Cinema di Berlino, Cannes, Venezia e capace di vincere il Premio Cattolico (OCIC) per l’opera cinematografica Il Vangelo secondo Matteo in un’epoca poco incline alla diversità di genere e gusti sessuali dei filmaker.

Riuscì a lavorare anche con Totò in Uccellacci Uccelini un mix di arte e genialità, al punto che risulta difficile capire se era il grande comico napoletano che lavorava con lui o il contrario e di Maria Callas vide la sua Medea (1969).

Il suo romanzo Una vita violenta, sfiorò il Premio Strega del 1959 lasciando il podio soltanto al Gattopardo di Tomasi di Lampedusa e tutte e due diventarono film.

Pier Paolo Pasolini era la voce autentica, scomoda forse vera dell’Italia perennemente ipocrita del “fare ma non dire”, contro la borghesia.

Ebbe qualcosa come 24 fra denunce e/o querele sino a quando la sera del 2 novembre 1975 al Lido di Ostia la sua voce fu messa a tacere per sempre dalla sua 

stessa omosessualità e da Giuseppe “Pino” Pelosi sotto i colpi di un bastone e dell’automobile dello scrittore un’Alfa Romeo 2000 GT veloce che gli passò sopra.

Non ti ho amato ma stupendo Pier Paolo Pasolini…

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