La rabbia dei cittadini costretti a trovare un nuovo medico di famiglia.
“La Asl ha deciso di non nominare un sostituto per i pazienti del dott. Zappia, per cui gli stessi devono scegliere un medico tra quelli operanti sul territorio con posto libero” è quanto si legge sul volantino affisso sulla vetrata dello Studio medico del dott. Zappia, andato in pensione recentemente.
La quiescenza del dott. Zappia era nota da tempo ed era già prevedibile che i suoi pazienti sarebbero rimasti orfani del loro medico di fiducia. Ad inquadrare questa situazione di disagio lo evidenzia un cittadino di Pieve Centro che scrive: “I nostri medici non sono invecchiati in un attimo. Ci voleva tanto a prevedere tutto questo? Nel 2007 già il dottor Brocchieri aveva avanzato questo problema. Quindi tra gli addetti ai lavori era già noto questo discorso”.
Intanto, oltre alla rabbia dei cittadini rimasti all’improvviso senza medico di base, si assiste anche al silenzio dell’Asl che, a quanto pare, non ha ancora nominato un sostituto del dott. Zappia.
Un disservizio molto evidente che costringe i cittadini a ricorrere alla guardia medica in attesa di un nuovo medico. Sulla vicenda è intervenuto il sindaco Paolo Festa, con una lettera alle autorità sanitarie di Regione Lombardia e ATS chiedendo una risoluzione urgente legata ai medici di base a Pieve Emanuele.
“Dopo i primi tre medici storici del territorio, andati in pensione ad inizio 2020 – scrive il sindaco – ossia Brocchieri, Canto e Venuto, rimpiazzati da medici sostituti, il 31 dicembre è andato in quiescenza anche il dott. Zappia. Sappiamo inoltre che a fine gennaio toccherà anche al dottor Fracasso e subito dopo al dott. Greco.
I pazienti del dottor Zappia, che non è stato sostituito, sono ora chiamati a scegliere un nuovo medico. Credo che in questo ultimo anno di pandemia tutti quanti abbiamo potuto avere evidenza della centralità e dell’importanza della figura del medico di famiglia: è stato e continua ad essere il primo riferimento, ci ha aiutato ad orientarci tra sintomi sospetti, ha evitato inutili accessi al pronto soccorso, ci ha permesso di curarci a casa.
Non dimentichiamo infine la difficoltà che si crea per tutti e soprattutto per le persone anziane nell’effettuare l’operazione di cambio medico, vista la chiusura di tutti gli uffici sanitari regionali sul territorio comunale.
Reputo la situazione inaccettabile: lo sarebbe stata in un momento di normalità, figuriamoci in piena emergenza sanitaria e dove si deve ancora completare la campagna vaccinale antinfluenzale.
Ho bisogno di una soluzione, di risposte urgenti a tutela della salute dei miei concittadini e a questo punto credo anche per continuare insieme, in modo efficace, la lotta al contenimento della diffusione del contagio, contro il quale credo che, i medici di famiglia rimangano il primo baluardo”.












