Arriva la neve al tempo del Coronavirus, e la città di Pieve Emanuele si trasforma in zona rossa, da arancione: non per colpa delle restrizioni dovute al lockdown, ma per l’inefficienza 

della pubblica Amministrazione, che ha lasciato i propri cittadini ostaggi dei disagi della neve e del ghiaccio.

Vie, piazze e marciapiedi, diventano improvvisate piste da sci, con l’aggravante della pericolosità per l’incolumità dei cittadini. 

Questa è la cronaca di Pieve Emanuele del 28 dicembre 2020. E non lo diciamo noi de L’Eco, ma è lo stesso sindaco Paolo Festa che, con un comunicato stampa afferma: “È inutile nasconderci dietro un dito – scrive il Sindaco – il 28 dicembre Pieve Emanuele era inondata di neve e non avrebbe dovuto essere; il paese si è svegliato con le strade coperte da 20 centimetri di neve. I disagi sono stati parecchi e pesanti: un autobus pubblico quasi finito nel fossato in via Fizzonasco, diversi camion in forte difficoltà in via delle Rose, pedoni che camminavano in mezzo alla strada, piante cadute sui marciapiedi”. E tutto questo disservizio con la città bloccata, il sindaco Paolo Festa, lo giustificacon il mancato pronto intervento della ditta appaltatrice, che con i mezzi spalaneve, sarebbero arrivati solo nel tardo pomeriggio del 28 dicembre. “Per tutto il giorno – continua il Sindaco – abbiamo fatto i salti mortali per riparare dove l’azienda appaltante ha fallito”.

Sulla vicenda sono intervenuti i Consiglieri comunali Carla Prencipe e Giuseppe Galdiero (lista Insieme per Pieve Emanuele), “Emerge in modo chiaro ed inequivocabile – scrivono i Consiglieri – che il Comune non ha posto in essere tutti i necessari accorgimenti atti a contenere gli effetti di tale evento meteorologico, sebbene lo stesso fosse stato ampiamente preannunciato dai vari servizi meteo. Risulta evidente lo stato di pericolo e di rischio in cui si sono trovati i cittadini pievesi che, di fatto, non hanno potuto fruire del servizio di sgombero neve, sebbene il costo dello stesso venga coperto dal gettito tributario a carico di ciascun pievese, soffrendo innumerevoli disagi, che si sono protratti anche nei successivi giorni. 

Per quale motivo – concludono Prencipe e Galdiero – si è scelto di aggiudicare la gara di sgombero neve nonostante la presenza di una sola società partecipante a fronte dell’applicazione di un a dir poco irrisorio sconto dell’1,23%? Quali sono stati i vantaggi che l’Amministrazione ha tratto da tale assegnazione? Se e a quali misure l’Amministrazione intende adottare nei confronti della società assegnataria del servizio di sgombero neve a fronte della grave situazione verificatasi tra il 27 ed il 28 dicembre 2020?

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