Prosegue la mobilitazione attorno al futuro del C.R.A.L. del Comune di Milano, realtà storica del territorio e punto di riferimento sociale per centinaia di cittadini. Questa pomeriggio, durante la seduta del Consiglio comunale, attivisti del Comitato di Quartiere 22 Marzo e dell’associazione C.R.A.L.– hanno esposto uno striscione con la scritta “NO ALLO SFRATTO CRAL”, richiamando l’attenzione dell’aula sull’incertezza che ancora circonda la struttura.
Una realtà radicata nel tessuto cittadino
Da decenni il C.R.A.L. del Comune di Milano rappresenta uno spazio aperto e inclusivo, dedicato alla socialità, al benessere e alla costruzione di relazioni tra cittadini. Nel comunicato stampa diffuso il 10 dicembre, il direttivo ricorda la propria natura di “casa aperta per tutti”, luogo in cui si coltivano attività ricreative, iniziative culturali e momenti comunitari che coinvolgono generazioni diverse.
Nonostante questo ruolo consolidato, la struttura è oggi al centro di un procedimento di sfratto. L’esecuzione, prevista in autunno, è stata sospesa per circa due mesi — come annunciato dall’assessore Emmanuel Conte il 7 novembre — ma resta fissata al 28 gennaio 2026, alimentando preoccupazione tra soci, volontari e residenti.
Contatti istituzionali aperti, ma ancora nessuna soluzione
Il direttivo del C.R.A.L. ha avviato interlocuzioni con gli organi politici e amministrativi del Comune per cercare una soluzione condivisa. La complessità burocratica e amministrativa non ha però finora portato a un esito chiaro. “Stiamo facendo il possibile e confidiamo in uno sbocco positivo che ci permetta di continuare le attività”, si legge nel comunicato.
I comitati sottolineano come la perdita del C.R.A.L. priverebbe il quartiere di uno dei pochi presidi sociali radicati e non commerciali, capaci di offrire attività accessibili e di creare coesione in un’area della città segnata da trasformazioni urbane rapide e non sempre inclusive.
Il blitz in Consiglio comunale
L’azione di oggi in Consiglio comunale, avvenuta durante la seduta in corso, ha voluto ribadire che la mobilitazione non si è fermata. L’esposizione dello striscione “NO ALLO SFRATTO CRAL” ha generato attenzione tra i presenti e ha riaffermato la richiesta di aprire un tavolo urgente con l’amministrazione, prima che la scadenza del 28 gennaio renda impossibile qualsiasi mediazione.
L’azione collettiva di questi giorni conferma la volontà dei cittadini di difendere uno spazio percepito come bene comune. “Noi ci siamo e non molliamo”, ripetono gli attivisti, convinti che la storia del C.R.A.L. non debba interrompersi con uno sfratto, ma trovare un nuovo equilibrio capace di valorizzarne le attività e il ruolo sociale.

Mentre la scadenza si avvicina, le prossime settimane saranno decisive per comprendere se il confronto con il Comune potrà portare a un accordo e garantire la continuità di una delle esperienze sociali più radicate del quartiere.



