La storia del Canale navigabile Milano Cremona Po continua ad animare il dibattito. Il nostro giornale è l’unico organo di stampa, che negli ultimi decenni ha richiamato l’attenzione, sull’importanza dell’opera.
Il primo progetto, redatto sulla fattibilità dell’opera, risale al 1902 e dimostra la lungimiranza dei nostri antenati, nella visione delle grandi opere necessarie per favorire lo sviluppo della nostra regione; una lungimiranza che si scontra con la visione di alcuni sindaci del cremonese e del basso lodigiano, che hanno organizzato delle proteste tese ad ostacolare la realizzazione del Canale navigabile.
Non è la prima volta, dal 1902, che il “sogno” di realizzare una via d’acqua per i trasporti trova degli ostacoli. Il fascismo bloccò la realizzazione del progetto. Dopo aver ostacolato la realizzazione del Canale, il fascismo, quando già il regime era al crepuscolo, varò la legge 1044 del 24 agosto 1941 che istituiva il Consorzio del canale Milano Cremona Po. Poi lo scoppio dell’ultima Guerra mondiale, segnò una battuta d’arresto.
Terminato il conflitto arriva la pace, e con essa l’inizio del lavori. Nel momento fruttuoso della ricostruzione dell’Italia, il Consorzio (sciolto solo recentemente) realizza 14 chilometri dell’opera da Cremona a Pizzighettone, e non solo…A Milano Corvetto si scava il grande invaso, per la realizzazione del Porto. Una volta bloccati il lavori, il Consorzio abbandona il progetto; il grande invaso viene utilizzato come discarica. Una volta chiusa la discarica, l’area sovrastante viene riqualificata dal comune che realizza il parco Alessandrini. La fermata Porto di Mare della MM del quartiere Corvetto, ricorda la località che avrebbe dovuto accogliere le imbarcazioni.
Ancor oggi, a San Donato Milanese sono visibili le sponde e l’alveo del Canale; sono gli anni ’60/70. In quegli anni i lavori andavano avanti velocemente; poi il blocco improvviso. Non siamo mai riusciti a comprendere le ragioni dell’abbandono dei lavori. Si è trattato di un grande errore non portare a termine la realizzazione del Canale Milano Cremona Po; errore che ci è costato moltissimo. L’autostrada d’acqua avrebbe decongestionare le tre arterie grandi che intasano il sud/sud est del nostro territorio; via Emilia, Paullese e Cassanese.
Già oggi, sui 14 chilometri del tratto Pizzighettone, Cremona il Canale rappresenta una grande risorsa, che ha alleggerito le strade dal trasporto su gomma.
I sindaci che si oppongono alla realizzazione del Canale, obiettano che il passaggio della via d’acqua rovinerebbe l’agricoltura, l’habitat e che la limitata profondità di soli 30 metri e la stagionalità delle piogge, che limiterebbe a 150 giorni all’anno la navigabilità del fiume. E poi il fatto che da Pizzighettone al previsto porto di Milano- Trucazzano c’è da superare un dislivello di 80 metri; problema risolto dai tecnici con la realizzazione di sette vasche di riempimento.
La posizione dei sindaci è di parte; certamente ci sarebbero dei terreni sottratti all’agricoltura. Seguendo la logica dei sindaci oppositori, non sarebbe mai stata realizzata la rete ferroviaria e le autostrade, in particolare quella del Sole che attraversa tutta l’Italia; da Milano fino a Reggio Calabria. Noi non siamo di parte, ma speriamo che il Canale Navigabile venga realizzato, certi come siamo che cambierebbe il destino della Lombardia, diminuendo drasticamente la circolazione dei camion e autotreni sulle strade.
Al di là della storia del Canale, abbiamo voluto approfondire l’argomento riguardo alle reali possibilità dell’opera. Ci siamo rivolti al ministero delle Infrastrutture. Riportiamo il contenuto di quanto ci ha comunicato la fonte ministeriale: “Il progetto del Canale non rientra tra i progetti proposti dai soggetti attuatori per finanziamenti Pnrr o idrico; ad oggi non è finanziato. Questa è una storica battaglia della Lega e appena sarà valutata la proposta potrà essere candidata in quanto il Canale Milano-Cremona-Po è fondamentale, non come singolo canale isolato, ma come parte di una strategia di connessione intermodale e sostenibilità del trasporto merci interno, evidenziando: riduzione delle emissioni rispetto al trasporto su gomma, sviluppo di porti fluviali e terminal multimodali e connessioni con corridoi TEN-T ( Transeuropea dei Trasporti (Trans-European Transport Network), un progetto dell’Unione Europea.
E’ difficile fare delle previsioni di realizzazione dell’opera. Ma trattandosi di un progetto dell’Unione Europea, ci vorrà del tempo, ma l’opera dovrebbe essere realizzata. Sono trascorsi 120 anni dal sogno di collegare Milano al mare, ma il fatto stesso che pur fra i mille problemi l’idea di realizzare il Canale navigabile Mi – Cremona Po’ sia ancora attuale, fa ben sperare. Alla stesura di questo articolo ha contribuito il nostro giovane redattore Nicholas Vaccaro.



