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Il festival che rimette al centro il lavoro creativo e culturale

Morcone accende RARO 2026

Dal 9 all’11 luglio la III edizione del Festival del Lavoro Creativo & Culturale.

Tema dell’edizione: “Libertà da… Libertà di… esperienza, creatività e intraprendenza”.

Il programma sarà presentato il 26 giugno alle ore 11.30 all’Antum Hotel di Benevento.

C’è un’Italia che non chiede alla cultura di intrattenere soltanto, ma di generare pensiero, lavoro, identità, futuro. È da questa idea forte, concreta e profondamente politica nel senso più alto del termine, che nasce e cresce RARO – Festival del Lavoro Creativo & Culturale, promosso da Kinetès – Arte.Cultura.Ricerca.Impresa., giunto nel 2026 alla sua terza edizione e in programma a Morcone, dal 9 all’11 luglio.

Il tema scelto per quest’anno ,  “Libertà da… Libertà di… esperienza, creatività e intraprendenza” ,  non è uno slogan ornamentale, ma una vera dichiarazione di metodo. Libertà da marginalità, invisibilità, stereotipi, impoverimento dei territori. Libertà di immaginare, produrre, creare legami, trasformare il patrimonio culturale in occasione di crescita civile ed economica. In un tempo in cui la cultura viene ancora troppo spesso considerata un lusso o un settore ancillare, RARO ribadisce invece una verità essenziale: il lavoro culturale è lavoro vero, competenza, professionalità, visione.

Non a caso il festival nasce dentro una riflessione ormai centrale anche nel dibattito nazionale sul Sistema Produttivo Culturale e Creativo, che in Italia rappresenta una delle filiere più dinamiche per valore aggiunto, occupazione e capacità di attivare sviluppo. Secondo il rapporto Io sono Cultura 2025, il comparto ha prodotto 112,6 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 5,7% del PIL, coinvolgendo oltre 1,5 milioni di occupati e confermandosi come una leva decisiva per innovazione, coesione e competitività del Paese.

In questo quadro, RARO sceglie una prospettiva tutt’altro che astratta: portare la discussione nelle Aree Interne del Mezzogiorno, dove la cultura può diventare presidio contro lo spopolamento, strumento di rigenerazione urbana e leva di nuova imprenditorialità. È questa una delle intuizioni più fertili del festival: mostrare che il binomio tra cultura e lavoro non è una formula teorica, ma una possibilità concreta per restituire senso, centralità e futuro ai territori.

È qui che il festival trova la sua originalità più autentica. Morcone, con il suo impianto storico, le sue scalinate, i suoi spazi religiosi e civili, non è semplice cornice ma parte viva del progetto. Il borgo sannita diventa un laboratorio diffuso in cui biblioteche, archivi, editoria indipendente, arti performative, artigianato creativo, musica, cinema, danza, design e memoria dialogano fra loro senza compartimenti stagni. RARO non mette in vetrina la cultura: la mette al lavoro.

A guidare questa visione è Rossella Del Prete, ideatrice e responsabile scientifica e artistica del festival, studiosa di storia economica, esperta di governance del patrimonio culturale, docente all’Università degli Studi del Sannio e fondatrice di Kinetès. Il suo percorso spiega bene l’identità della manifestazione: da anni Del Prete lavora sul rapporto tra storia, economia, lavoro, imprese culturali e valorizzazione dei territori, con un’attenzione particolare alle professioni della cultura, al lavoro femminile, agli archivi, alla public history e alla dimensione sociale del patrimonio. In questa prospettiva, RARO appare come la traduzione pubblica, territoriale e partecipata di una ricerca lunga, rigorosa e insieme militante, capace di coniugare pensiero e progettazione concreta.

Il programma della III edizione conferma questa impostazione e la rilancia con un calendario fitto, multidisciplinare e di alto profilo. Si comincia giovedì 9 luglio con l’inaugurazione della Biblioteca di Kinetès in via Sant’Onofrio, accompagnata da una performance teatrale e da un confronto dedicato al ruolo delle biblioteche e dei bibliotecari nella promozione della lettura per ragazze e ragazzi. Nella stessa giornata spazio anche ai 50 anni dell’Accademia Murgantina e, nel pomeriggio, all’apertura della prima Fiera dell’Editoria Indipendente, ospitata in contemporanea con il festival presso l’Auditorium San Bernardino: un segno concreto di una visione culturale che non si limita a celebrare libri e autori, ma costruisce spazi reali d’incontro tra editori, lettrici, lettori, istituzioni e territori. La fiera rappresenta uno dei nuclei più significativi di questa terza edizione, perché traduce in pratica una delle idee guida di RARO: fare della cultura non un ornamento, ma una filiera viva di lavoro, confronto e produzione di senso.

Accanto al mondo del libro e dell’editoria, RARO 2026 mette al centro anche una forte riflessione sul protagonismo femminile, sulla memoria culturale e sulle pratiche della libertà. Il ciclo “Invisibili Protagoniste” attraversa storie, linguaggi e biografie spesso rimaste ai margini, mentre performance, mostre e incontri restituiscono voce a figure, esperienze e genealogie che chiedono di essere riconosciute non come eccezioni, ma come parte costitutiva della storia culturale italiana. Programma PDF

La giornata di venerdì 10 luglio approfondisce uno dei nuclei più interessanti del progetto: la relazione tra cultura, archivi, impresa e sviluppo sostenibile. Biblioteche, patrimoni documentari, conservazione, restauro, industria culturale e competenze professionali saranno al centro di panel che interrogano il presente con serietà, evitando ogni retorica. In un Paese che troppo spesso separa memoria e innovazione, RARO propone invece un’altra strada: conservare per rigenerare, studiare per creare, tutelare per produrre valore condiviso. In serata, il festival si apre anche alla dimensione emotiva e popolare dello spettacolo con l’omaggio a Massimo Rao e il concerto di M’Barka Ben Taleb.

Sabato 11 luglio sarà invece una giornata fortemente dedicata al Made in Italy, all’artigianato creativo, alla sartoria, alla gioielleria, alla danza e ai linguaggi autoriali della letteratura e dello spettacolo. Fra gli appuntamenti più attesi, il focus sulla Scuola di Ballo del Teatro San Carlo, gli incontri con protagonisti del mondo creativo e il pomeriggio dedicato a libri, racconti e visioni, fino alla presenza di Maurizio de Giovanni. A chiudere il festival sarà il Premio Elda Rubbo, dedicato all’artigianato d’eccellenza, segno ulteriore di una manifestazione che non separa mai la cultura dalla dignità del saper fare.

RARO, del resto, lavora proprio su questo crinale: ricucire ciò che troppo a lungo è stato diviso. Cultura e lavoro. Ricerca e impresa. Bellezza e competenza. Territorio e contemporaneità. Centro e margine. Non è poco, soprattutto in una stagione storica in cui le aree interne rischiano di essere raccontate solo attraverso ciò che perdono. Morcone, invece, con RARO, prova a raccontarsi attraverso ciò che produce: idee, relazioni, qualità, visione.

C’è anche un messaggio più profondo che questa terza edizione consegna al dibattito pubblico. Parlare di libertà, oggi, non significa indulgere in astrazioni, ma domandarsi quali condizioni rendano davvero possibile la vita culturale: formazione, riconoscimento professionale, reti, luoghi, cura dei patrimoni, ascolto delle comunità, alleanze tra istituzioni, imprese e soggetti della ricerca. In questo senso RARO non è soltanto un festival: è un dispositivo culturale che interroga il presente e propone un modello.

Per questo la III edizione si annuncia come uno degli appuntamenti più interessanti dell’estate culturale campana e meridionale. Non solo per la qualità degli ospiti e del programma, ma perché mette in campo una domanda decisiva: che cosa accade quando la cultura smette di essere un ornamento e torna a essere una forza produttiva, critica e trasformativa? A Morcone, dal 9 all’11 luglio, quella domanda prenderà forma in incontri, spettacoli, libri, arti, mestieri e visioni.

Il programma completo della III edizione sarà presentato giovedì 26 giugno alle ore 11.30 presso l’Antum Hotel di Benevento. Testimonial d’eccezione della conferenza stampa sarà Carlo Puca, giornalista, scrittore e autore televisivo, oggi Assessore alla Partecipazione Attiva e all’Immagine della Città di Napoli con delega alla Coppa America.

RARO torna così a riaffermare una convinzione semplice e radicale: il lavoro creativo e culturale non è un settore minore, ma uno dei luoghi in cui si decide la qualità della nostra democrazia, la tenuta dei territori e la possibilità stessa di immaginare il futuro.

Daniela Piesco

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