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Il nuovo volto dell’ex-Macello

Milano cambia pelle e lo fa partendo da uno dei suoi luoghi più simbolici e dimenticati: l’ex Macello di viale Molise. Un’area di quasi 13 mila metri quadrati, segnata da decenni di abbandono, si prepara a rinascere grazie a un progetto di rigenerazione urbana che promette di coniugare memoria storica, sostenibilità e inclusione sociale. Il bando lanciato da Palazzo Marino è stato vinto da Redo Sgr, che gestirà il complesso per i prossimi novant’anni, con un investimento iniziale di circa 12,8 milioni di euro. Le sei palazzine liberty, testimonianza architettonica degli anni Trenta, diventeranno il cuore di un nuovo quartiere che ospiterà residenze a prezzi accessibili, uffici, negozi e spazi culturali aperti alla cittadinanza.

Il progetto, battezzato “Aria”, non è solo un intervento edilizio: è una visione di città. L’obiettivo è creare un quartiere vivo, capace di attrarre studenti, famiglie e professionisti, con un mix di funzioni che spazia dall’abitare alla formazione, dalla creatività alla socialità. Tra i punti di forza c’è il nuovo campus dello IED, destinato a diventare uno dei poli più grandi d’Italia per il design e la cultura, con 30 mila metri quadrati di laboratori, aule e spazi espositivi. Accanto sorgeranno aree verdi, percorsi pedonali e piazze pensate per abbattere il muro che oggi separa l’ex Macello dal tessuto urbano circostante. La rimozione delle barriere fisiche è uno dei simboli di questa trasformazione: un quartiere che si apre alla città e che punta a diventare un modello di inclusione.

Case accessibili e spazi culturali nel cuore di Calvairate

La sostenibilità è il filo conduttore dell’intervento. Il masterplan prevede l’installazione di 36 mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici e la creazione di comunità energetiche rinnovabili, con l’ambizione di fare dell’ex Macello la prima area “carbon negative” di Milano. Non solo: il verde sarà protagonista, non come semplice ornamento ma come infrastruttura ecologica capace di assorbire CO₂ e gestire le acque meteoriche. Gli edifici storici saranno recuperati nel rispetto dei vincoli della Soprintendenza, mentre le nuove costruzioni seguiranno criteri di efficienza energetica e circolarità dei materiali. Un approccio che guarda al futuro senza cancellare il passato, trasformando un luogo di lavoro e fatica in un distretto di innovazione e cultura.

Non mancano le polemiche. Il comitato inquilini teme che la riqualificazione possa innescare processi di gentrificazione, spingendo fuori i residenti storici e alzando i prezzi in zona. Il Comune, dal canto suo, assicura che almeno il 50% della superficie sarà destinato all’edilizia residenziale sociale e che il 30% dell’area diventerà spazio pubblico gratuito, con un parco urbano e servizi condivisi. Resta aperta la sfida di bilanciare le esigenze di sviluppo con quelle di equità, in una città che corre veloce ma che deve fare i conti con le fragilità dei suoi quartieri.

Oggi l’ex Macello è ancora un cantiere, ma già ospita eventi e iniziative temporanee che anticipano il futuro: concerti, mostre, sfilate, laboratori creativi. È il segnale di una metamorfosi che non riguarda solo le mura, ma il modo di vivere la città. Se le promesse saranno mantenute, entro pochi anni Calvairate potrebbe diventare il laboratorio di una Milano più verde, più aperta e più solidale. Un quartiere che unisce storia e innovazione, e che racconta la sfida più grande delle metropoli contemporanee: crescere senza perdere l’anima.

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