| INTER 2 | VERONA 0 |
| (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij (46′ D’Ambrosio), Dimarco (65′ Bastoni); Dumfries, Barella (65′ Vidal), Brozovic, Calhanoglu (84′ Gagliardini), Perisic; Dzeko, Correa (59′ Gosens) | (3-4-2-1): Montipò; Casale, Gunter, Ceccherini (82′ Sutalo); Faraoni (62′ Depaoli), Tameze, Ilic, Lazovic (82′ Cancellieri); Bessa (62′ Lasagna), Caprari; Simeone |
| Allenatore: Inzaghi | Allenatore: Tudor |
| Marcatori: 22′ Barella, 30′ Dzeko | |
| Note: Ammoniti Dumfries e Brozovic |
Arbitro: Marinelli di Tivoli
Assistenti: Rossi – Liberti
IV Uomo: Massimi
Var: Aureliano
Avar: Cecconi
Se il successo di Torino aveva fruttato punti in classifica ma era arrivato al termine di una gara tutt’altro che esaltante oggi l’Inter guadagna altre tre punti preziosi, batte il Verona e manda un chiaro messaggio ai cugini rossoneri e al Napoli. I nerazzurri hanno vinto e convinto, per la prima volta nel 2022 centrano due successi consecutivi e hanno dallo loro un calendario più abbordabile rispetto alle altre due contendenti.
L’Inter ha espresso un gioco corale e dinamico con Dumfries e Perisic devastanti sulle fasce, Dzeko che al di là del gol è sempre stato presente nelle trame offensive non disdegnando di tornare nella propria metà campo a dare una mano ai compagni, Brozovic il cui ritorno sul terreno di gioco è servito a dare sicurezza ed equilibrio alla squadra, Calhanoglu che ha dominato la scena lasciando il campo stremato. Stasera l’undici di Inzaghi sale al secondo posto (è a pari punti con il Napoli ma in vantaggio negli scontri diretti), a una sola lunghezza di distanza dai rossoneri e domani sarà spettatore attento del match tra Torino e Milan.
Inzaghi deve giocoforza rinunciare a Lautaro, squalificato, al suo posto gioca Correa. In difesa si rivede De Vrij, assente dalla trasferta a Liverpool dell’8 marzo mentre a sinistra Dimarco sostituisce Bastoni. Nel Verona gli indisponibili sono Dawidowizc, Pandur e Veloso. Barak ha recuperato ma Tudor preferisce non rischiare e schiera Bessa.

Nerazzurri arrembanti dall’inizio, si gioca a una sola porta
L’Inter va in campo con la maglia nera, ormai la serie A ha sposato le logiche del marketing e i terreni di gioco si sono trasformati in una sorta di passerelle dove ogni club attinge dal proprio guardaroba presentando casacche sempre diverse: alcune originali, altre inguardabili.
Al 3′ bella triangolazione Perisic-Dimarco che parte dalla propria metà campo e dopo una progressione di 40 metri entra in area ma il suo tiro è deviato oltre il fondo da Tameze. Attacca a pieno regime l’Inter che al 5′ guadagna un calcio di punizione dal limite per fallo su Correa, non precisa la conclusione di Calhanoglu che si infrange sulla barriera. Tre minuti dopo Montipò viene chiamato in causa da Dumfries respingendo con il piede la battuta a rete dell’olandese.
I 60mila di San Siro spingono i nerazzurri che collezionano calci d’angolo. Perisic e Dumfries tessono le trame di gioco più insidiose a favore di Correa e di Calhanoglu che spesso si inserisce per vie centrali. Il Verona non riesce a verticalizzare e alza la mediana nel tentativo di spezzare la manovra di gioco dei padroni di casa.

Uno-due dell’Inter: Barella e Dzeko firmano il doppio vantaggio
Al 22′ l’Inter passa in vantaggio. Tutto nasce da un passaggio sbagliato di Bessa sulla linea di centrocampo, Perisic intuisce la traiettoria e parte palla al piede, cross preciso per l’accorrente Barella che di destro manda il pallone sotto la traversa.
Prima ma grande sbavatura dei gialloblu che al 25′ rischia di capitolare per la seconda volta ad opera di Dzeko che servito da Barella conclude di prima trovando l’ottima risposta ancora con i piedi di Montipò, poi Gunter spedisce in fallo laterale. Fioccano le occasioni da rete con l’estremo difensore ospite che al 29′ si stende alla sua sinistra per respingere il diagonale di Dzeko ma nulla può fare alla mezz’ora quando il bosniaco raccoglie un pallone spizzato sul primo palo da Perisic e da due passi realizza il raddoppio.
Verona in balìa dell’Inter che pressa e dà intensità al proprio gioco. I nerazzurri sono padroni del campo ma devono tenere desta l’attenzione perché al 35′ una fiammata improvvisa dei veronesi con Simeone chiama Handanovic al primo intervento del match con lo sloveno che chiude lo spazio della porta e manda in corner.
Scampato il pericolo l’Inter riprende a macinare gioco con un Perisic irrefrenabile che quasi provoca l’autorete di Ceccherini, intervenuto per bloccare l’ennesimo passaggio in area di rigore del croato. Cinque tiri in porta e tre parate di Montipò nei primi 45′ a dimostrazione di una chiara supremazia dell’undici di Inzaghi che però ha rischiato grosso sull’unica occasione avuta dall’Hellas con Simeone.

Dumfries e Calhanoglu a un passo dal gol, il Verona spreca con Ceccherini
Si riprende con l’ingresso di D’Ambrosio per De Vrij, che ha accusato un affaticamento alla coscia sinistra. Al 49′ pericolosa l’Inter con Dumfries che spreca una ghiotta occasione mandando il pallone sull’esterno della rete. L’Inter commette l’errore di retrocedere il raggio d’azione di qualche metro, si abbassa e il Verona prende coraggio. Al 54′ Dumfries respinge corto servendo un assist a Ceccherini che calcia di esterno collo e da posizione centrale manda lontano dai pali. Inzaghi corre subito ai ripari, toglie Correa e manda in campo Gosens.
Il Verone prende fiducia e produce un altro squillo sempre con Simeone che all’ora di gioco tira dai 20 metri, conclusione centrale bloccata in due tempi da Handanovic. Tudor ci crede, richiama Faraoni e Bessa e inserisce Depaoli e Lasagna. Sono proprio i due nuovi entrati a collezionare una nuova chance con un potente destro di Lasagna che finisce alto.
Montipò si supera sulla conclusione di D’Ambrosio
Barella fa cenno alla panchina di avere problemi e così Inzaghi è costretto a toglierlo dal campo. Al suo posto entra Vidal con Bastoni che sostituisce di Dimarco. Il nuovo assetto tattico sembra dare ragione al tecnico, i nerazzurri sono più ordinati a centrocampo e al 68′ vanno vicini alla terza rete con un diagonale di Calhanoglu che termina di poco a lato.
Splendida azione al 73′ costruita sull’asse Brozovic-Vidal, il cileno dall’altezza del dischetto di rigore fa da sponda a D’Ambrosio che batte a colpo sicuro ma trova sulla propria strada un super Montipò che devia sul palo, poi il pallone scivola oltre la linea di fondo. Ultimo quarto d’ora vivace con il Verona che prova a riaprire i giochi e l’Inter che quando riparte crea rischi alla retroguardia gialloblu. All’83’ Ilic tenta la conclusione dal vertice destro dell’area con il pallone che finisce in angolo. Inzaghi sfrutta l’ultimo cambio a disposizione con Gagliardini per uno stremato Calhanoglu.
Nel finale Marinelli ammonisce Dumfries, reo di aver rifilato un pestone a Caprari e Brozovic per fallo su Simeone. Al triplice fischio applausi meritati rivolti dal pubblico ai propri beniamini che vanno a salutare i tifosi, entusiasti come non si vedeva da tempo a San Siro.











