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La mala gestione di chi dovrebbe aiutare…

Necessita tutelare i diritti costituzionali dei non autosufficienti.

La legge 6 del 2004 sugli amministratori di sostegno, è spesso presentata come forma d’assistenza ai disabili, che non fa venir meno i diritti dell’assistito. Tuttavia, questa legge è piuttosto ingannevole, perché anziché tutelare e aiutare le persone, quest’ultime finiscono per perdere la possibilità di partecipare alle decisioni della loro vita. 

Le persone interessate ad avere l’amministratore di sostegno, finiscono per essere private della loro libertà di movimento e dei beni; e questo non è giusto. La persona assistita, con il consenso dell’amministratore di sostegno, dovrebbe poter disporre dei propri soldi e cose; ma non è così. Che si tratti di persone afflitte da handicap o da anziani, il più delle volte, vengono escluse da ogni decisione e abbandonate a sé stesse.

I casi, in cui si fa ricorso all’amministratore di sostegno, nascono dall’accertata mancanza di capacità della persona di prendersi cura di (sapersi amministrare, fare la spesa e relazionarsi con gli altri). Dal momento in cui la famiglia non è più in grado di supportare le persone in difficoltà, si pone il problema. Ma la mala gestione dell’Istituto dell’amministrazione di sostegno, nasce dal fatto che i casi sono tantissimi e i giudici tutelari non riescono a valutare singolarmente caso per caso le reali necessità della persona.

Cosa succede nella realtà dei fatti? 

Il risultato finale è constatare che gli stessi anziani finiscono per essere allontanati dalle loro famiglie; vengono rinchiusi in degli istituti, in cui non è possibile né uscire né ricevere delle visite. Pertanto, si può dire che questi esseri umani vengono depredati di tutto. Nel corso degli anni, sono arrivate tantissime segnalazioni al Ministero della Giustizia, poiché si sono verificati molteplici abusi da parte di giudici tutelari e di avvocati riguardo le amministrazioni di sostegno.

Sfortunatamente, però, non si è mai verificato un serio intervento, con delle ispezioni adeguate, presso i tribunali, per verificare gli effettivi casi di violazione dei diritti civili del beneficiario; il pieno potere sui diritti fondamentali della persona in difficoltà affidata alla figura istituzionale.


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