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giovedì, Marzo 5, 2026
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La proposta di sala: San Vittore via dal centro

Il Sindaco: Il carcere non è dignitoso, va spostato dal centro

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha rilanciato la proposta di trasferire il carcere di San Vittore fuori dal centro cittadino, puntando su una nuova destinazione: uno spazio verde pubblico. Lo ha fatto durante il convegno “Italia Direzione Nord” alla Triennale, richiamando l’attenzione sulle condizioni strutturali e di sovraffollamento dell’istituto. Sala ha definito l’attuale carcere “non dignitoso” e ha ribadito che, se si trovasse una nuova sede, lascerebbe l’area liberata interamente a un parco, senza edificazioni ulteriori. 

Le dichiarazioni sono arrivate sull’onda del rinnovato dibattito cittadino. Il primo cittadino ha sottolineato che il penitenziario – attivo dal 1879 – soffre di impianti obsoleti e spazi inadeguati, con riferimenti anche a celle femminili non corrispondenti agli standard igienico-sanitari come fino a due anni fa, che presentavano ancora i bagni alla turca. Sala ha ricordato che non si tratta di una novità: già in passato, tra gli anni 2000 e il quinquennio successivo, si era ipotizzato uno spostamento per realizzare un grande parco attorno, un’idea poi arenata anche per l’opposizione della Sovrintendenza ai Beni Architettonici. 

L’attuale proposta è stata rilanciata anche in seguito a un recente incidente: un doppio incendio nel sottotetto della struttura, che ha reso necessario trasferire temporaneamente circa 270 detenuti, evidenziando criticità nella sicurezza ed efficienza dell’edificio. Il sindaco, senza giri di parole, ha definito San Vittore “comodo per tanti, perché è vicino”, ma insostenibile nel lungo termine per un carcere moderno. 

Il tema del trasferimento si inserisce nel più ampio quadro del dibattito nazionale sulla riforma carceraria. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, durante una visita al penitenziario, ha ammesso la situazione di sovraffollamento e strumentazione carente, promettendo interventi migliorativi pur lamentando scarse risorse. Tuttavia, nessuna decisione concreta è stata adottata e il Governo di centrodestra si è mantenuto prudente rispetto all’ipotesi di chiudere San Vittore. 

Un ulteriore ostacolo alla proposta è rappresentato dalla Sovrintendenza: secondo le norme sulla tutela del patrimonio ottocentesco, la struttura è un esempio significativo di architettura carceraria risalente al XIX secolo e non può essere demolita, limitando così le opzioni per una riconversione completa.

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