Giornalista, poetessa, scrittrice e traduttrice, Curzia Ferrari è stata una figura di rilievo nel
panorama culturale italiano. Nata a Milano il 27 maggio 1929, è scomparsa l’8 marzo 2026.
I funerali si sono tenuti giovedì 12 marzo presso la chiesa di Santa Maria degli
Angeli e San Francesco in Piazzale Diego Velasquez.
Ha collaborato con diverse testate e si è occupata, oltre che di inchieste importanti, come
quelle sulle Brigate Rosse, perfino di sport. Ha pubblicato numerose raccolte poetiche:
l’ultima è “La stagione della lucertola” (2022). È stata autrice di biografie di figure
storiche e letterarie come Rita da Cascia, Ignazio di Loyola, Isidora Duncan, Gorkij e
Majakovskij. Raffinata slavista, ha portato in Italia opere di autori come Anna Achmatova,
Sergej Esenin e Viktor Sosnòra.
Ha ottenuto molti riconoscimenti, tra cui il Premio del Presidente della Repubblica
Italiana, la medaglia d’oro di benemerenza civica del Comune di Milano, il premio alla
carriera della giuria di ‘Sulle orme di Ada Negri’e di PontedilegnoPoesia, l’Ordre des Arts
e des Lettres dell’Acadèmie de France, il Premio Caterina II per la diffusione della cultura
russa in Italia.
I suoi libri, dal respiro internazionale, sono stati tradotti in tredici Paesi.
Donna di classe, dai modi affabili e franchi ma al tempo stesso studiati, col gusto per il
bello della vita in tutte le sue manifestazioni e disponibile per natura alla curiositas, a
lasciarsi sorprendere dall’infinita bellezza dell’esistente, ha incarnato nella vita non meno
che nella letteratura il modello di una persona riservata e appartata, difficile alle amicizie,
stakanovista nel lavoro: “Milanese doc, nata a Porta Magenta”, e “rossonera dalla punta
dei capelli alle unghie dei piedi”, come orgogliosamente rivendicava in un’intervista.
ANTONELLA CASABURI

