L’esosità delle tasse in Italia impoverisce la nostra nazione. Il nostro degnissimo presidente della Repubblica Mattarella è ammirevole per il candore che traspare dalle sue parole quando parla dello Stato, ma con tutta probabilità è, in assoluta buonafede, ed esprime con tanto entusiasmo i suoi convincimenti, perché non conosce la reale situazione del nostro Paese. Tutti i giorni vengono commesse ingiustizie in nome dello Stato (inteso nel senso lato; regioni, comuni ed enti pubblici compresi).
Una vera ingiustizia di Stato è far pagare l’Imu ai proprietari di immobili sfitti; case ed edifici commerciali. Cè chi si trova, anche in età avanzata, a pagare le tasse su una casa che aveva comprato per avere una specie di pensione integrativa. Invece è costretto a pagare l’Imu e non ha neppure i soldi. La questione diventa di enorme entità, per chi è proprietario di capannoni di migliaia di metri quadri, rimasti sfitti, compresi i grandi negozi occupati da istituti di credito, che chiudono sistematicamente
La legge prevede che i proprietari di immobili commerciali sfitti (come negozi, uffici o capannoni) hanno l’obbligo di pagare l’Imu. L’imposta è legata al mero possesso dell’immobile e non al suo utilizzo effettivo, pertanto è dovuta anche se il locale è vuoto, inutilizzato o non produce reddito.
Si tratta di una legge ingiusta. L’Imu, per dirla in termini chiari è una vera e propria tassa patrimoniale, che andrebbe rivista in modo da tassare il reddito e non il possesso
I limiti dell’IMU variano a seconda della tipologia di immobile. I Comuni possono azzerare le aliquote (aliquota minima 0%), ad eccezione della quota standard riservata allo Stato per i fabbricati del gruppo D. I valori massimi nazionali sono fissati all’1,06% (o 10,6 per mille).
I comuni. Di fronte alla crisi del commercio, potrebbero azzerare l’Imu; ma si guardano bene dal farlo.
Intanto le periferie di Milano, si impoveriscono ogni giorno che passa, per la chiusura di piccoli negozi, cosiddetti di vicinato. Con il risultato che le città sono meno sicure e prive di servizi.
Nei comuni della Provincia, la situazione è anche peggiore della metropoli. Ci sono strade con tutte le saracinesche chiuse. Paesi dove non sono rimasti negozi.
La situazione è arrivata al punto di non poterne più; i cittadini non sanno come fare a tirare avanti e si chiedono come è possibile cambiare il corso delle cose.
Secondo l’Istat, la pressione fiscale è ai massimi da oltre dieci anni: nel 2025 ha toccato quota 43,1 per cento e nell’ultimo trimestre dell’anno è schizzata al 51,4. Se questo stato di cose non cambia, riesce difficile intravedere un futuro per i giovani e per la nostra nazione.



