All’aeroporto di Linate, negli ultimi sei mesi del 2025, sono stati sequestrati circa 6,5 tonnellate di alimenti non sicuri trasportati nei bagagli dei passeggeri. Lo hanno reso noto l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Milano, in un comunicato congiunto che quantifica l’attività di vigilanza doganale sullo scalo milanese. I prodotti, di origine animale e vegetale, consistevano in carni, frutta e latticini la cui importazione è vietata nell’Unione europea se non sottoposti ai controlli previsti ai posti di ispezione frontalieri e corredati di idonea certificazione sanitaria; tutti i lotti sono stati confiscati e distrutti.
Secondo ADM e GdF, la immissione di tali alimenti sul territorio europeo avrebbe potuto portare diverse malattie infettive. Gli articoli, mai dichiarati alla frontiera, sono stati rinvenuti all’interno dei bagagli di viaggiatori provenienti da tutto il mondo, con prevalenza di arrivi da Paesi africani e sudamericani tramite hub europei. In diversi casi i prodotti sono stati trovati in cattivo stato di conservazione. Il bilancio è frutto di controlli mirati svolti “in stretta sinergia” da finanzieri del Gruppo Linate e funzionari dell’Ufficio ADM Lombardia 2, alla luce del protocollo d’intesa rinnovato il 28 maggio 2025, che rafforza la collaborazione operativa tra i due enti a tutela della salute dei cittadini e della sicurezza alimentare.
L’operazione ha interessato bagagli registrati e a mano: nel corso delle verifiche, carni fresche e lavorate, formaggi e preparazioni lattiero‑casearie sono stati intercettati in quantità rilevanti, spesso confezionati in maniera non conforme e privi di attestazioni sanitarie.
Dal comunicato emerge che carni e latticini non conformi possono essere veicolo di zoonosi o patologie per la salute umana e animale; la frutta e altre derrate vegetali non controllate possono favorire la diffusione di parassiti o malattie fitosanitarie, con possibili riflessi sulla filiera agroalimentare. Gli interventi di ADM e GdF sono quindi inquadrati come misure di prevenzione a tutela della salubrità e del mercato interno.



