La questione venezuelana è esplosa improvvisamente con l’arresto di Nicolàs
Maduro su ordine di Donald Trump. I democratici di mezzo mondo attendono da
venticinque anni la fine della dittatura in Venezuela; la nazione che ospita milioni di
italo – venezuelani, ma non nel mondo cruento in cui è avvenuta la cattura di Maduro
e la moglie. Tutti gli amanti della libertà attendevano con ansia il crollo della feroce
dittatura iniziata con Chàvez e proseguita con Maduro, ma in modo democratico,
attraverso libere elezioni garantite dall’Onu o a furor di popolo, attraverso una
resistenza di coloro che non ne possono più di vivere in miseria e sotto l’oppressione
del regime.
Per come si sono messe le cose, ci sentiamo di affermare che Gli Stati Uniti, in
persona del presidente Trump hanno commesso un atto di pirateria. Nel blitz
comandato da presidente Trump hanno perso la vita le persone addette alla sicurezza
di Trump e tanti cittadini inermi, che non avevano nulla a che fare con Maduro; sono
morte oltre 100 persone. E perché cosa? Nulla è cambiato, la presidenza del paese è
stata assunta da Relcy Rodrìguez, vice del dittatore arrestato; c’è la stessa miseria di
prima e non è cambiata la politica del governo riguardo alla negazione delle libertà
personali, con l’apparato amministrativo corrotto e oppressivo; non si riesce a
ottenere nulla se non si è iscritti al partito di governo e non si da la bustarella. L’atto
di pirateria di Trump è mosso dal fatto di volersi appropriare del petrolio
venezuelano. Così come stanno le cose, la nazione venezuelana rischia di cadere
nella guerra civile fra chi è favorevole e chi è contrario a Maduro.
Quanto all’arresto della moglie Maduro, pensiamo che sia un atto di assoluta crudeltà
che poteva essere risparmiato. Cosa c’entra la moglie? E’ la storia che si ripete; è
successo anche in Italia 80 anni fa. L’uccisione del dittatore insieme alla donna che
aveva il solo torto di essere legata sentimentalmente al capo del fascismo.
Prendersela con le donne è da barbari vigliacchi.
Roberto Fronzuti


