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«Mi sono girata e aveva ancora la mano sul mio sedere»: il racconto di Federica De Vita dopo la molestia in metro

All’uscita da San Siro, dopo la partita Inter-Monza, tra la folla diretta verso la metropolitana. Federica De Vita racconta quei momenti di shock e chiede più controlli nei giorni delle partite.

Un episodio durato pochi istanti, ma che ha lasciato Federica De Vita sotto shock. All’uscita da San Siro, tra la folla diretta verso la metropolitana dopo Inter-Monza, racconta di essere stata molestata. Ha scelto di raccontare quanto accaduto per chiedere più sicurezza e lanciare un messaggio: non bisogna avere paura o vergogna di denunciare.

«Ero in mezzo alla folla, poi ho sentito un fastidio»

Federica, cosa è successo quella sera all’uscita dallo stadio?

«Ero uscita da San Siro e mi stavo dirigendo verso la metropolitana insieme alla mia amica. Ai tornelli c’erano diverse code e tantissima gente, eravamo praticamente ammassati. La mia amica era davanti a me. A un certo punto ho iniziato a sentire un fastidio sul posteriore. All’inizio non ho voluto pensare che potesse essere qualcosa di intenzionale.»

«Mi sono girata e aveva ancora la mano»

Quando hai capito che quel fastidio era in realtà una molestia?

«Mi sono girata subito e ho visto quel ragazzo con la mano ancora sul mio sedere. Sono rimasta scioccata, non riuscivo a credere ai miei occhi. Era proprio dietro di me e in quel momento ho realizzato cosa stava succedendo.»

«La mia amica si è accorta di quello che era successo»

Come hai reagito subito dopo?

«La mia amica si è accorta di quello che era successo. Dietro di me c’erano tantissime persone. In quel momento ero molto spaesata e sotto shock. È difficile anche solo riuscire a realizzare immediatamente quello che è appena successo.»

«Dopo le partite servono più controlli»

Quanto può incidere una situazione di forte affollamento nel favorire episodi simili?

«Quando c’è così tanta gente e si è tutti ammassati diventa molto più difficile capire cosa sta succedendo e reagire immediatamente. Credo che proprio queste situazioni possano essere sfruttate da chi vuole commettere episodi del genere.»

«Non bisogna avere paura o vergogna di denunciare»

Che appello vuoi lanciare alle altre ragazze e cosa chiedi alle istituzioni?

«Chiedo sicuramente più sicurezza. Dopo le partite, soprattutto all’uscita dallo stadio, dovrebbero esserci molti più controlli. Il messaggio che voglio lanciare a tutte è di parlare, di non tenersi dentro quello che è successo e soprattutto di denunciare. Non bisogna avere paura o vergogna di raccontare una molestia.»

«Nessuno ha il permesso di toccarci senza autorizzazione»

C’è un ultimo messaggio che vuoi lasciare a chi leggerà la tua storia?

«Non deve essere normalizzato nulla di tutto ciò. Nessuno ha il permesso di toccarci senza la nostra autorizzazione. Non dobbiamo accettare che episodi del genere vengano considerati normali o minimizzati.»

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