Record al Niguarda: 14 trapianti in 10 giorni

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Niguarda trapianti

L’Ospedale Niguarda di Milano ha raggiunto un record iniziale dell’anno eseguendo 14 trapianti d’organo in solo 10 giorni, di cui 9 di fegato e 5 di rene.

Niguarda è uno dei principali Centri trapianti italiani sia per volumi di attività che per il grado di specializzazione. È uno dei pochi centri in Lombardia a effettuare trapianti per quasi tutti gli organi (cuore, pancreas, rene, fegato), senza dimenticare i trapianti di tessuti e cellule (come per esempio le cornee).

Il record del Niguarda

L’Italia ha raggiunto un record di donazioni di organi che hanno superato quota 1.800 e un incremento significativo dei trapianti (3.887).

“L’Ospedale Niguarda è riuscito in questa grande e complessa impresa, – commenta Luciano De Carlis, Direttore del Niguarda Transplant Center – un risultato così importante è stato raggiunto grazie al lavoro integrato di équipe specialistiche, tecnologie di ultima generazione e laboratori accreditati secondo standard internazionali.In particolare, l’innovazione tecnologica, apportata grazie alle macchine da perfusione, consente di migliorare la salute dell’organo, rigenerandone le riserve energetiche, e di prolungarne il tempo di ischemia di modo da ottimizzare così anche le tempistiche del trapianto. Si tratta di una tecnologia applicata per la prima volta in Italia proprio presso il nostro ospedale nel 2015 e oggi ampiamente utilizzata e diffusa”.

L’Italia festeggia proprio in questi giorni un bellissimo risultato. Per la prima volta, infatti, le donazioni di organi hanno superato quota 1.800 in un anno (2022), con un significativo incremento anche dei trapianti: 3.887, il secondo miglior risultato di sempre. Il direttore generale del Niguarda ringrazia i donatori e le loro famiglie e tutto il personale coinvolto nella realizzazione del trapianto.

Un trapianto, prima di tutto, ha bisogno di qualcuno che abbia scelto di donare i propri organi – sottolinea Marco Bosio, Direttore Generale del Niguarda – e il mio grazie e il mio pensiero quindi vanno prima di tutto ai donatori e alle loro famiglie. Grazie poi a tutti i chirurghi, anestesisti, internisti, tecnici di laboratorio, infermieri, operatori del trasporto, personale impegnato nel coordinamento e nel prelievo degli organi, oltre 100 persone, per aver contribuito alla crescita di uno dei progressi più straordinari non solo della terapia, ma anche della solidarietà umana”.

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