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L’omicidio di Giulia Cecchettin e le polemiche. Il mio pensiero…

Gli echi dell’omicidio di Giulia Cecchettin non si placano fra polemiche pro e contro la oramai chiara strumentalizzazione mediatica e social condita di olio politico come sempre accade in Italia compresi i botti di capodanno.

Confesso per chi come me con un passato di attore di cinema, teatro e televisione con collaborazioni anche di conduttore e attualmente in radio, risulti difficile vedere nel proseguo di questa storia a fronte di un funerale in diretta televisiva come tutto normale e spontaneo e non finalizzato a qualcosa.

In Italia nel 2023 abbiamo avuto 106 Femminicidi termine di cui oggi si abusa oltre il suo reale anche se comprensibile significato “ossia omicidio contro la donna in quanto donna”.
significato diverso dall’omicidio a sfondo sentimentale come quasi sempre accaduto sino a ora.

Se riconduciamo al suo significato letterale noteremo che l’intervista rilasciata a caldo e inusualmente lucida della sorella della vittima, Elena Cecchettin che accusava il patriarcato, viene di molto ridimensionata in quanto l’intera categoria degli uomini non può essere ridotta a carnefici prendendo su di loro la colpa di (105 assasini sino al ritrovamento del corpo di Giulia) penalmente perseguibili.

Sarebbe come accusare tutti i tedeschi solo perché tali di aver costruito i campi di concentramento o tutti i piloti inglesi in quanto britannici di aver raso al suolo
la città Tedesca di Dresda (13/15 Febbraio 1945).

Non possiamo non cogliere nel proseguo di questa triste storia alcuni dubbiosi passaggi televisivi come sempre su situazioni di grande emotività collettiva essendo una nazione votata all’individualismo condito di sperticata ipocrisia e doppia moralità soprattutto in odore di campagna elettorale.

Gino Cecchettin si affida a una Agenzia di comunicazione letteraria particolarmente attiva nella narrativa e fiction era necessario?

La nonna materna Carla Gatto in quei giorni presentava e rilascia una intervista analizzabile e visibile anche in Youtube per un suo libro scritto durante la pandemia in cui si parla attraverso la vicenda di una ragazza che scappa di casa e di patriarcato.

La presentazione non poteva essere quanto meno rimandata…? Come mai in questa famiglia il tema patriarcale è particolarmente sentito…?

Inoltre se in questa nostra disgraziata nazione il tema patriarcale è così sentito come mai non denunciarlo prima del 105°omicidio…?

Mi chiedo se l’operazione mediatica di cui sopra serva a unire tutte le famiglie delle vittime o rischi invece di dividere la stessa famiglia della povera Giulia da tutte le altre che non hanno avuto lo stesso trattamento pubblico.

Illustri psicologi pongono sotto accusa l’incapacità di dire no ai propri figli come se questo giustificasse la presenza di un assassino in famiglia dimenticando il discernimento personale di ognuno di noi e delle proprie azioni all’interno di una società malata dove la vita non vale più niente.

Interi dibattiti Televisivi sull’accaduto dove si sono analizzati tutti gli aspetti di questi omicidi tranne l’assenza nella nostra quotidianità, di Dio.

Nell’Italia del pensiero unico sempre più dittatoriale unito a uno dei quozienti più bassi di intelligenza collettiva cognitiva è possibile nutrire ancora dei dubbi se tutto questo è normale…?

Giulia Cecchettin e Giulia Tramontano accomunate dallo stesso nome e dalla stessa terribile fine l’ultima aveva anche in grembo un’altra vita eppure non ricordo lo stesso funerale in televisione…

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