| PARTIZAN BELGRADO 82 | OLIMPIA MILANO 69 |
| LeDay 15, Ponitka 2, Smailagic 9, Caboclo 16, Punter 19, Jaramaz, Nunnaly 10, Dozier 8, Avramocic, Andijusic 3, Vukcevic, Koprivica | Lo 12, Hall 5, Shields 19, Melli 9, Poythress, Voigtmann 5, Tonut 8, Hines 5, Ricci, Flaccadori 6, Bortolani, Kamagate |
| Allenatore: Obradovic | Allenatore: Messina |
| Tiri liberi: 14/16 (87%) | Tiri liberi: 16/19 (84%) |
| Tiri da 2: 19/31 (61%) | Tiri da 2: 13/23 (56%) |
| Tiri da 3: 19/21 (48%) | Tiri da 3: 9/31 (29%) |
| Rimbalzi: 25 (19 difensivi, 9 offensivi) | Rimbalzi: 29 (18 difensivi, 11 offensivi) |
Arbitri: Radovic (Croazia), Cortes (Spagna), Majkic (Croazia)
Parziali: 20-25; 19-19; 22-18; 21-7
È stato un autentico harakiri quello dell’Olimpia a Belgrado, una partita consegnata nelle mani del Partizan che ha colto al volo l’occasione e portato meritatamente a casa la vittoria. All’intervallo Milano conduceva di 5 lunghezze, vantaggio cresciuto a 15 quando mancavano 5′ alla fine del terzo quarto.
Ebbene, sul punteggio di 45-60 l’Olimpia è scomparsa dal campo, travolta dei serbi e dal vistoso calo fisico, subendo un impietoso 37-9. È davvero difficile compiere una analisi del match. Che la mancanza di un playmaker pesi come un macigno nel meccanismo di gioco è ormai una ovvietà, quel che invece è inspiegabile sono i continui alti e bassi dei giocatori.
Se poi nel roster hai profili come Poythress e Kamagate allora i cambi più che limitati sono improduttivi. Quanto accaduto a Belgrado è un copione che si visto più volte nel corso della stagione, è incredibile come ad oggi ancora non si sia posto rimedio a una situazione che fa male a tutti, in particolare ai tifosi.

Cinque triple di Shields
Sette punti di Maodo Lo, tre triple di Caboclo. Si accende fin dalla palla a due il match di Belgrado (15-18). Stark Arena gremita, circa 20mila spettatori a sostenere il secondo attacco più prolifico dell’Eurolega.
Olimpia per nulla intimorita dall’ambiente serbo, Shavon Shields è un funambolo, si alza e tira e sono già 3 le triple realizzate (20-25). Si fa vedere Punter, l’ex Milano prima buca la retina eludendo la marcatura di Tonut poi firma il canestro del vantaggio con un tiro da otto metri (29-27).
Il parziale di 9-2 per il Partizan scuote i biancorossi che rispondono con un 13-4 che vale il +7 (33-40). Funziona il bavaglio difensivo di Milano, LeDay e Nunnaly chiudono il primo tempo con due punti ciascuno mentre sono già 5 i tiri dall’arco vincenti di Shavon Shields. L’Olimpia guida di 5 (39-44) tirando con il 64% da 2 e il 54% da 3.

L’Olimpia scompare dal campo ed è travolta dal Partizan
Step back di Maodo Lo, sale in doppia cifra l’ex Bayern che macchia la sua partita commettendo il terzo fallo dopo 3′ del terzo periodo. È la difesa di Milano a fare la differenza in perfetta sintonia con l’attacco. L’Olimpia sa che è il momento di affondare il colpo, Belgrado balbetta in entrambe le fasi e i viaggi in lunetta di Flaccadori e Shields segnano il massimo vantaggio ospite (45-60).
A questo punto accade l’inverosimile, la fuga si esaurisce nell’arco di due minuti e apre una voragine nella partita. Tra i canestri di Le Day e gli errori di Milano arriva un parziale di 16-2 che porta il Partizan a un solo punto di distanza alla fine del terzo quarto: 61-62.
La rimonta è portata a termine grazie all’appoggio al tabellone di Dozier, l’unica buona notizia è il quarto fallo a carico di Caboclo ma l’Olimpia ha le idee annebbiate. La tripla dell’ex Nunnaly fa malissimo (70-64), il parziale dell’ultimo periodo – 21-7 – vede Milano in caduta libera.
Asfissiante la difesa del Partizan, più che tiri quelli di Melli e compagni sono conclusioni forzatissime prive di senso. Milano è incredibilmente alle corde, è uno struggente monologo serbo che si chiude con il tiro da fuori di Andjusic (82-69). L’ennesima sconfitta difficile da spiegare ma tragicamente reale.












