Puntuale come tutti gli anni, è arrivata l’influenza stagionale, che per l’inverno 2025/26, si presenta più intensa, rispetto gli anni passati. È stata chiamata australiana; colpisce con il virus l’A/H3N2 e il B/Victoria; che sono capaci di ingannare parzialmente la risposta immunitaria e risultano i più aggressivi nella diffusione.
L’influenza di quest’anno prende il nome da Australia; la nazione dove il virus ha colpito in modo crescente, per tre anni consecutivi. Il professor Fabrizio Pregliasco, direttore del Galeazzi, considerato un’autorità in materia, stima che il picco raggiungerà 20milioni di italiani. Di fronte a questa prospettiva non confortante, cosa è possibile fare?
Quali sono i sintomi dell’australiana
Il virus influenzale originario è sempre lo stesso, ma ogni anno si presenta con delle varianti. Si manifesta con una febbre improvvisa al di sopra dei 38 gradi: e poi con sintomi respiratori (naso chiuso o che cola, gola infiammata, occhi arrossati, dolori muscolari, articolari e spossatezza).
Quando arriverà il picco?
Riesce difficile stabilire quando arriverà il picco massimo di persone allettate. Il professor
Pregliasco indica con una certa approssimazione fra gennaio e febbraio. Anche quest’anno molti italiani trascorreranno le feste natalizie a letto, complici gli spostamenti da una regione all’altra, la riapertura delle scuole e le condizioni climatiche, che espongono al contagio.
Il Covid-19 c’è ancora
Anche se l’attenzione maggiore è riservata all’australiana, bisogna avere la consapevolezza che c’è ancora il Covid-19. In questo momento il numero dei contagi è in risalita con la variante Statutus (KFP). Le onde di contagio degli anni scorsi sono state forti (2020/21 e ‘22, ma esistono ancora, anche se in forma più leggera ma continue. I sintomi sono sono più lievi (mal di gola, raffreddore, a volte febbre), il Covid può ancora causare complicanze, soprattutto nei soggetti più fragili. Vaccinarsi o non vaccinarsi? Dobbiamo evitare la medicina fai da te e rimetterci al giudizio del medico di base, che vi consiglierà in base alla condizione del vostro stato di salute.
Cosa fare in caso di malattia
Se si manifestano i sintomi influenzali, la prima strategia è quella dell’automedicazione
responsabile ovvero un uso corretto dei farmaci da banco come antipiretici o antinfiammatori. “Il farmaco non deve però annullare i sintomi – spiega Pregliasco -, ma solo attenuarli. Serve a dare sollievo, ma non cura il virus”.
In caso di sintomi più importanti o in presenza di fattori di rischio, ad esempio, in anziani,
immunodepressi, pazienti cronici, è utile eseguire un tampone per il Covid e, se positivo, valutare con il medico curante l’eventuale utilizzo di antivirali, da assumere nei primi 5 giorni dall’inizio dei sintomi.
Come prevenire l’influenza e virus
Bisogna ricordare gli spot televisivi degli anni 2020-21-22, quando le campagne di pubblicità si ponevano lo scopo di come combattere e prevenire il virus. La prevenzione non è solo il vaccino, ma ci sono anche delle buone abitudini che riducono notevolmente il rischio di ammalarsi o contagiare gli altri, tra questi: lavarsi frequentemente le mani, arieggiare gli ambienti chiusi, evitare i luoghi affollati.
Usare la mascherina in caso di sintomi o a contatto con soggetti fragili. Sono forme di prevenzione di buon senso dimenticate, ma restano sempre efficaci.
Cercate di curarvi a casa; evitate di affollare i pronto soccorso che vi espongono a interminabili ore di attesa. Gli ospedali ricorretevi solo in casi eccezionali; sono luogo di contagio dove rischiate di prendere la polmonite. Se proprio è necessario chiamate la guardia medica.



