Eco di Milano e Provincia
8.8 C
Milano
mercoledì, Aprile 17, 2024
Eco di Milano e Provincia
HomeSocietàIl dossier della Polizia Postale sulla violenza di genere online

Il dossier della Polizia Postale sulla violenza di genere online

La complessità della violenza di genere si manifesta spesso sotto l’aspetto del “amore geloso”, mimetizzandosi anche online e evolvendo nel tempo come una spirale che intrappola progressivamente la vittima, costringendola all’isolamento e alla paura.

La Polizia Postale si dedica quotidianamente a iniziative di sensibilizzazione rivolte sia ai giovani che agli adulti. È essenziale essere in grado di identificare i primi segnali di controllo e i tentativi di sottomissione, oggi veicolati attraverso l’uso distorto di smartphone, app e social network, che rappresentano una minaccia concreta alla libertà e alla sicurezza delle donne online.

I dati nazionali relativi ai primi dieci mesi del 2023 non offrono conforto: la Polizia Postale ha gestito 826 casi di violenza di genere online contro le donne. Si tratta di condotte cibernetiche in cui individui spesso vicini alla vittima cercano di invadere, contaminare e minacciare il suo mondo, controllandone ogni aspetto.

Violenza di genere: dito puntato sui social network

I social network e gli smartphone hanno assunto un ruolo predominante nella facilitazione delle comunicazioni tra individui, spaziando dalle interazioni più personali a quelle familiari e persino a quelle amorose e intime. Questa realtà non è solo un riflesso, non sempre positivo, dei tempi attuali, ma rappresenta un dato ineludibile nella vita di ciascuno di noi, soprattutto per i giovani e giovanissimi. Questi ultimi affidano ai social network e ai messaggi “effimeri” anche i loro primi approcci e sperimentazioni sessuali.

La Polizia di Stato, tramite la Polizia Postale e delle Comunicazioni, ha sviluppato un’esperienza nel contrastare le aggressioni online adottando un approccio multidisciplinare. Questo approccio integra gli aspetti tradizionali delle indagini con analisi criminologiche e tecniche informatiche innovative. L’Unità di Analisi del Crimine Informatico del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, composta da psicologi della Polizia di Stato, contribuisce ad arricchire l’azione di contrasto con le conoscenze provenienti dalle scienze sociali, tra cui psicologia, sociologia e criminologia, focalizzandosi su tutti i fenomeni di aggressione online.

Quello che avviene online, le informazioni condivise e scambiate attraverso i social network, rappresentano un prolungamento ubiquitario e senza tempo della nostra vita sociale. È sempre più comune che comportamenti verbali violenti, persecutori e diffamatori diffusi online siano precursori di violenze e persecuzioni reali.

Spesso, il controllo inizia con la richiesta di condividere i profili social come segno di fedeltà, per poi evolversi in un’obbligatoria supervisione dell’abbigliamento durante eventi tra amiche e persino nella richiesta di una geolocalizzazione costantemente attiva per permettere al partner di monitorare “a distanza” gli spostamenti. Queste forme di controllo diventano spunto per minacce e molestie online, anche dopo la conclusione della relazione.

I dati dicono che le minacce online sono aumentate del 24%

Nel 2022 sono state 347 le donne che hanno denunciato perché vittime di minacce online. Nei primi dieci mesi del 2023, le denunce sono state 371, si tratta di un preoccupante incremento pari al +24%. Le minacce sono spesso un primo passo per avviare una vera e propria persecuzione online

Metà delle minacce arrivano via social network

Nel 2023, gli strumenti online più utilizzati per minacciare le donne sono i social network (50%), e le app di messaggistica (31%), attuali medium irrinunciabili comunicazioni con gli altri. Avvicinarsi a strumenti comunicare con la paura di subire attacchi verbali costituisce già un forte elemento di limitazione della libertà personale.

Stalking online: si ripetono gli stessi numeri del 2022

La maggioranza delle persecuzioni in rete che colpiscono le donne sono messe in attoda persone che, non solo si conoscono nella vita reale, ma magari hanno condiviso percorsi di vita comune: ex- coniugi, compagni di vita, colleghi di lavoro che, soprattutto attraverso i socialnetwork, prolungano la forza lesiva della loro aggressione, usando larete per insultare, diffamare o diffondere contenuti privati. Nel 2022 sono state 101 le donne vittime di stalking online e, nei primi dieci mesi di quest’anno, sono stati già registrati 87 casi, eguagliando il numero complessivo di denunce raccolte nell’analogo periodo dello scorso anno.

Quello che talvolta nasce come un gioco sessuale consensuale tra adulti, può diventare lo strumento di una vendetta subdola e violenta che travolge la vita della vittima, distruggendone l’immagine pubblica, riaffermando con violenza la potenzadell’altro.

Revenge porn in calo, ma di poco

E’ il caso del revenge porn, un fenomeno che aggredisce soprattutto le donne e per il quale risulta sempre complesso chiedere aiuto perché ci si sente responsabili di un errore di valutazione sulle intenzioni dell’altro, sulla genuinità dei suoi sentimenti. Sono stati 191 i casi arrivati all’attenzione della Polizia Postale nel 2022. Quest’anno, al 31 ottobre 2023, i casi denunciati da donne perdiffusione illecita di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, sono 163, con un andamento in linea con quello registrato nell’analogo periodo del2022.

Un portale protetto per chiedere aiuto

Sempre più spesso le vittime femminili scelgono il portale istituzionale www.commissariatodips.it per chiedere una tutela: il portale rappresenta di sicuro uno spazio “protetto” nel quale chiedere informazioni ed avere velocemente l’accesso ad un aiuto pronto e qualificato contro ogni forma virtuale di aggressione.

Articoli Correlati
sanificazione ambientale Eco di Milano e provincia

Popolari