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Pronto soccorso: ti soccorro subito, ma paghi

Un elemento di novità introdotto dal Gruppo ospedaliero San Donato”, con la tariffa di 150 euro.

Può capitare a ognuno di noi, da un momento all’altro di avere bisogno del pronto soccorso. Ed solo nel momento del bisogno che ci poniamo il problema del cattivo funzionamento di questi importanti presidi sanitari.

Medici e infermieri sottopagati, personale carente e turni massacranti. Sono alcune delle ragioni alla base del cattivo funzionamento degli ospedali e in particolare dei pronto soccorso. Ed è in questo contesto che si inserisce l’elemento di novità chiamato “pronto soccorso a pagamento” introdotto dal Gruppo San Donato in una delle sue strutture.

Pronto soccorso pubblico o privato?

Il Gruppo ospedaliero sandonatese è privato e, conseguentemente, libero di assumere iniziative, che non abbiamo impedimenti di legge. Noi pensiamo che il governo dovrebbe varare una legge specifica, che impedisca la pratica del “pronto soccorso a pagamento”, per evitare che si accentui ancora di più la disparità fra chi dispone di mezzi economici e chi non può pagarsi neppure il ticket per sottoporsi a un esame radiologico.

A di là della stridente situazione che si viene a creare fra chi soffre e rimane lì in sala d’aspetto inchiodato e  chi salta la coda e viene ricevuto subito, rimane l’interrogativo che abbiamo già posto nel recente passato, per gli esami diagnostici a pagamento. Se si va a pagamento si può fare subito, viceversa ci vogliono mesi o anni. E allora… o si può fare o non si può fare. Alla struttura ospedaliera convenzionata con il servizio nazionale sanitario, dovrebbe essere vietato questo modo di procedere.

Di fronte all’impossibilità di eseguire un esame per mancanza di disponibilità, è comprensibile che ci sia una lista di attesa. Ma non dovrebbe essere possibile che di fronte ai soldi, le lungaggini scompaiono.

Purtroppo, il cambio di passo nella nostra sanità, si è verificato quando gli ospedali sono stati trasformati in aziende nelle quali prevale il concetto del profitto, a scapito delle cure. Da quando sono scomparsi i vecchi consigli d’amministrazione delle strutture sanitarie, dove sedevano anche i mecenati, il principio di eguaglianza fra pazienti è stato man mano cancellato per far quadrare i conti. Il pronto soccorso a pagamento, anche se è legale, trova la nostra forte contrarietà.


Articolo pubblicato sul tabloid L’Eco di Milano e Provincia • Consulta il nostro archivio

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