Quella del Redefossi è una storia infinita, iniziata 250 anni fa, al tempio del dominio austriaco del Lombardo – Veneto. A quel tempo, nella parte nord di Milano, si verificavano con sempre maggiore frequenza allagamenti, a causa dello straripamento dei fiumi Seveso e Martesana; fenomeno che si verifica dopo temporali e piogge abbondanti, ancor oggi, sia pure in misura minore rispetto ad allora.
Per cercare di risolvere il problema degli allagamenti di interi quartieri di Milano, gli ingegneri austriaci progettarono un corso d’acqua per incanalare parte delle acque del Seveso e della Martesana: nasce il Redefossi (re dei fossi). I lavori iniziarono nel 1783; in soli tre anni la grande opera fu completata.
Partendo dal nord Milano, il cavo passa per via Melchiorre Gioia, per poi costeggiare le mura spagnole fino a Porta Romana, in direzione sud; corso Lodi, zona Corvetto, San Donato, San Giuliano fino a Melegnano, dove riversa le sue acque nel fiume Lambro.
I CONTINUI ALLAGAMENTI A SAN DONATO E SAN GIULIANO

Per cercare di risolvere il problema dei danni provocati dal Seveso e la Martesana, si costruisce il Redefossi, che da un lato lenisce il problema delle esondazioni, sia pure parzialmente, dall’altro provoca il fenomeno dei periodici allagamenti a San Donato e San Giuliano. Le cronache del nostro giornale sono ricche delle notizie di esondazioni del Redefossi. Come quando distrusse l’asilo di via Cefalonia a San Donato. Si fece appena in tempo a mettere in salvo i bambini, mentre le acque continuavano a salire di livello, fino a coprire interamente l’asilo Vittadini.
A San Giuliano la piena del Redefossi copriva di acqua interamente la via Toscani e parzialmente la via Emilia. Per decenni, il Redefossi ha rappresentato un incubo. Poi a metà degli anni ‘70 arriva la svolta, con la costruzione dello scolmatore del Redefossi, in accordo fra Regione e i comuni di Milano e San Donato.
La via Emilia, all’altezza di via Volturno e del supermercato è il punto dove si scavò l’alveo che prosegue lungo via Morandi, destinato a prelevare le acque del Redefossi che scorrono in quel punto, per convogliarle lungo largo Volontari del Sangue (questa prima parte del nuovo canale, venne subito coperta). Alla fine del centro abitato di San Donato, lo scolmatore corre all’aperto, attraversa il territorio di San Giuliano, scorre nelle campagne di Mediglia e va a sfociare nel fiume Lambro.
LA COPERTURA DEL REDEFOSSI

Prima dell’industrializzazione selvaggia, le acque del Redefossi erano pulite. Più volte abbiamo ascoltato i racconti delle persone nate negli anni ‘30, che parlavano di quando d’estate si bagnavano nel corso d’acqua. Con la forte industrializzazione, al tempo del boom economico le acque del Redefossi diventano scure, putride, ed emanano un odore sgradevole. E allora si pensa alla copertura del canale, che inizialmente anche noi abbiamo creduto fosse la soluzione giusta; ma abbiamo dovuto ricrederci. In comune di San Donato il Redefossi viene coperto nell’ambito della lottizzazione Eni. San Giuliano segue l’esempio del comune confinante e copre buona parte del cavo.
Nel corso degli ultimi decenni le cose sono cambiate, grazie alla legge Merli, che stabilisce regole precise per lo scarico di residui delle lavorazioni industriali nei corsi d’acqua. Inizia l’era della depurazione. Da qualche tempo è ritornata la vita nelle acque del canale; ci sono anatroccoli che continuano ad aumentare di numero e le acque sono ritornate chiare. All’altezza di via Case Nuove e della villa Volontè si possono vedere uccelli acquatici e compiacersi per l’acqua chiara.
Il Comune di San Giuliano Milanese sta realizzando un progetto di riqualificazione delle sponde e di dragaggio dell’alveo del Redefossi. Ci sarà anche un arredo urbano lungo le sponde? E’ auspicabile! Considerato che l’idea dell’Amministrazione si è rivelata buona, varrebbe la pena da parte dei Comuni di San Donato e San Giuliano di esaminare la possibilità, sulla scia di quanto sta accadendo con i navigli a Milano, di riscoprire le parti coperte del Redefossi, riqualificare le sponde a realizzare lungo tutto il percorso la riqualificazione e tanto verde.


