Il giorno della resistenza di rom e sinti

Due libri e un presidio per ricordare la strage del 1944.

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Il giorno della resistenza di rom e sinti

Durante il presidio del 16 maggio che si è svolto davanti a Palazzo Marino organizzato dall’associazione Upre Roma e da Kethane Italia, all’interno del progetto del Comune di Milano per contrastare l’antiziganismo, sono stati offerti ai consiglieri comunali due libri: uno sul Porrajmos, il genocidio di Rom e Sinti (Quando arrivammo c’era solo erba alta, di Paolo Cagna Ninchi), e uno sulla resistenza di Rom e Sinti in Europa (Rom e sinti nella resistenza europea, di Angleo Arlati).

La manifestazione è stata organizzata, così come un altre decine di città, “certi che la conoscenza del nostro passato aiuti ad affrontare l’oggi con occhi più disponibili a un incontro e un confronto che aiuti il processo di inclusione della comunità Rom e Sinta nella grande comunità”.

La data è importantissima ed è considerata “il giorno della Resistenza di Rom e Sinti”

Il 16 Maggio 1944 lo Zigeunerlager di Auschwitz-Birkenau, il cosiddetto “campo degli zingari”, doveva essere liquidato per fare posto a un trasporto di ebrei ungheresi che erano destinati ai forni crematori nella fase finale e più feroce dello sterminio razziale di ebrei, rom e sinti e della liquidazione di oppositori politici, prigionieri di guerra, omosessuali.

Quel giorno, quando le SS scesero dai camion trovarono i 7.000 rom e sinti dello Zigenerlager armati di bastoni, badili, attrezzi vari, sassi. Per la prima e unica volta in un campo di sterminio nazista gli internati si erano ribellati. Le SS si ritirarono e nei giorni successivi trasferirono Rom e Sinti ancora abili al lavoro in altri Lager e nella notte del 2 Agosto 1944 gli ultimi 4.300 vecchi, donne e bambini furono uccisi nelle camere a gas. 

Quel giorno è diventato il giorno della Resistenza di Rom e Sinti che si celebra ogni anno in memoria di quel gesto che unì coraggio a dignità nella ribellione a chi considerava Rom e sinti, come gli ebrei, una razza da estirpare dall’Europa, il pericolo maggiore contro la purezza della “razza” destinata a governare il mondo.

Ma soprattutto oggi, in Italia e in Europa, ricordando il 16 Maggio 1944, è necessario contrastare l’onda lunga dell’antiziganismo, il misto di pregiudizio e discriminazione di cui sono ancora vittime le comunità di etnia Rom e Sinta.

Durante il consiglio comunale che si è poi tenuto, Diana De Marchi e Simonetta D’Amico, consigliere del PD hanno ricordato il coraggio e la forza del popolo Rom e Sinto nell’unica rivolta in un campo di sterminio. Hanno ribadito come quella lotta e quella battaglia non è stata ancora vinta e che ancora oggi rimane tanto lavoro, anche formativo e di crescita culturale, di tutta la nostra città.

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