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Rogoredo, 300mila euro per il presidio sociosanitario

Di Marco (M5S): “Servono ambulanze e test rapido h24”

Regione Lombardia ha stanziato, grazie a una proposta dei M5S, 300.000 euro per rafforzare il presidio sociosanitario attorno alla stazione di Rogoredo, al confine con l’area nota come “bosco della droga”. A comunicarlo è Nicola Di Marco, capogruppo del M5S in Consiglio regionale, definendo l’intervento “imprescindibile per sicurezza e salute”. 

Lo stanziamento servirà per ripristinare servizi fondamentali: ambulanza, personale sanitario, counseling e test rapidi. Il monitoraggio continuativo, dichiara, “salva vite, favorisce l’aggancio ai percorsi di cura e disintossicazione” e contribuisce a contenere il degrado urbano. 

Il consigliere ribadisce l’importanza di passare da interventi emergenziali a soluzioni strutturali, integrando il presidio sociosanitario nella rete urbana sottolineando anche il ruolo di coordinamento delle Forze dell’ordine: “È dimostrato che questi presìdi salvano vite, favoriscono l’aggancio ai percorsi di cura e disintossicazione, e contribuiscono a contenere il degrado urbano. – dichiara Di Marco – Non si può continuare ad affrontare questi fenomeni con risposte spot o proclami: è necessario un intervento strutturale, che superi la logica dell’emergenza e si integri stabilmente nella rete dei servizi urbani. Per il Movimento 5 Stelle, rafforzare e rendere continuativo questo tipo di intervento è una priorità, nella convinzione che la salute pubblica e l’inclusione sociale vadano di pari passo.”. 

La notizia arriva dopo l’approvazione del bilancio regionale 2026-2028, che include l’emendamento M5S, e segue mesi di emergenze nel quartiere. Volontari e residenti avevano denunciato la situazione critica, con fenomeni di spaccio persistenti nonostante le bonifiche promesse. 

Alcuni consiglieri, come il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, hanno espresso dubbi sulla misura, hanno chiesto di destinare i soldi a presidi fissi h24 delle Forze dell’ordine segnalando atti vandalici, quali lo scardinamento di cancellate,  che facilitano l’accesso indiscriminato all’area da parte dei pusher. 

Sul fronte sociosanitario, l’investimento punta a ripristinare strutture con personale qualificato, counseling, test rapidi e servizi di assistenza di base. Obiettivo: intercettare precocemente bisogni sanitari e sociali, collegarli ai percorsi di cura e disintossicazione, e arginare il degrado urbano. 

Finora operazioni sul territorio erano temporanee: volontari, ambulatori mobili, distribuzione di pasti. Il nuovo stanziamento promette un presidio stabile e strutturato, in continuità con le esigenze del quartiere. 

L’efficacia del progetto sarà legata alla collaborazione tra servizi sanitari, forze dell’ordine e reti di volontariato. Se riuscirà a garantire regolarità di presenza e intervento, potrebbe costituire un modello di risposta integrata per altre aree italiane affette da criticità simili.

Resta da verificare se lo stanziamento sarà sufficiente a coprire spese di gestione, personale, logistica e attrezzature in modo continuativo. Fondamentale sarà anche l’osservazione dei risultati concreti sul territorio: riduzione del degrado, accesso ai percorsi di cura, miglioramento della sicurezza percepita da residenti e pendolari. Nei prossimi mesi la Regione monitorerà l’attuazione degli interventi e la risposta al problema.

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