| ROMA 2 | MILAN 1 |
| (4-4-2): Svilar; Celik, Mancini, Smalling, Spinazzola; Bove (81′ Angelino), Paredes, Pellegrini (81′ Renato Sanchez), El Shaarawy; Lukaku (28′ Abraham), Dybala (43′ Diego Llorente) | (4-2-3-1): Maignan; Calabria (46′ Reijnders), Gabbia, Tomori, Theo Hernandez; Musah (69′ Florenzi), Bennacer (40′ Jovic); Pulisic (69′ Okafor), Loftus-Cheek (46′ Chukwueze), Leao; Giroud |
| Allenatore: De Rossi | Allenatore: Pioli |
| Marcatori: 12′ Mancini, 22′ Dybala | Marcatori: 85′ Gabbia |
| Note: Espulso Celik al 31′ | Note: Ammoniti Gabbia, Adli (a bordo campo durante la fase di riscaldamento), Calabria, Jovic, Theo Hernandez |
Arbitro: Marciniak (Polonia)
Assistenti: Listkiewicz – Kupsik
IV uomo: Raczkowski
Var: Kwiatkowski
Avar: Frankowski
Il Milan è fuori dall’Europa League, la sconfitta dell’Olimpico fa il paio con quella subita sette giorni fa a San Siro. Va avanti con merito la Roma che in semifinale se la vedrà con i tedeschi del Bayer Leverkusen, laureatosi domenica scorsa campione di Germania per la prima volta nella storia. La posizione di Pioli è sempre più in bilico, è sfumato l’ultimo obiettivo di una stagione desolante, l’hastag #PioliOut imperversa sui social.
Nonostante il Diavolo abbia giocato per un’ora con un uomo in più i giallorossi non hanno mai sofferto. Il Milan non ha mai dato l’impressione di poter far male all’avversario: non si si sono viste idee, non si è visto un piano di gioco, è mancata l’aggressività. Per farla breve, i rossoneri non hanno fatto nulla per provare a ribaltare il risultato dell’andata.
La sconfitta maturata all’Olimpico ha confermato quel che già si sapeva: il Milan non ha un leader. Ci sono giocatori che in alcune partite si accendono, strappano applausi, fanno grandi giocate ma tutto si consuma nell’arco di una gara. Ieri la squadra avrebbe dovuto dare quel qualcosa in più, stringere i denti e dare prova di una compattezza che si è vista solo a tratti quest’anno.
Leao è un buon calciatore, nulla di più. Lo stesso dicasi per Theo Hernandez, Giroud ha la stoffa del campione ma non ha ricevuto un solo pallone, Pulisic e Bennacer sono stati i peggiori, Loftus-Cheek e i vari Jovic e Chukwueze non possono rappresentare l’asse portante di una squadra vuole ambire a grandi traguardi, in Italia e in Europa.
Non è tutto. Non si è capito – ammesso che ve ne fosse uno – il piano tattico disegnato da Pioli. La squadra ha giocato senza uno schema logico, ciascun giocatore ha interpretato un copione personale limitandosi a buttare in area palloni che il più delle volte sono terminati sul fondo.
Per il tecnico di Parma la situazione si complica, Antonio Conte attende la chiamata di una big ma le richieste economiche avanzate dall’allenatore pugliese raffreddano l’ipotesi di un suo arrivo. Il basco Lopotegui è una pista calda e c’è da capire anche cosa farà Thiago Motta a fine stagione.

Roma avanti di due reti ma con un uomo in meno
Fa freddo e grandina all’Olimpico. Tempo da lupi, con il Diavolo che deve riscaldare l’ambiente e vincere il match con due gol di scarto per andare avanti. L’approccio alla gara trae in inganno, sono gli ospiti a comandare il gioco ma alla prima sortita in avanti la Roma azzanna il Milan. È il 12′ quando Pellegrini conclude dal limite e colpisce in pieno il palo alla sinistra di Maignan, il pallone torna al centro dell’area di rigore dove per Mancini è un gioco da ragazzi insaccare con un tocco di sinistro nella porta sguarnita.
Il Milan non sbanda e al 19′ Loftus-Cheek prende in pieno la traversa, complice il piede destro di Mancini il cui intervento è determinante nell’alzare la traiettoria della palla. Spinge il Diavolo che al 22′ subisce il raddoppio in contropiede. Impetuosa la cavalcata di Lukaku lungo la fascia destra, il belga inciampa nell’area piccola ma si rialza prontamente e calcia verso la porta, Bennacer respinge ma lo fa sui piedi di Dybala che con uno splendido sinistro a giro batte Maignan sul secondo palo.

Sotto di due reti si complica la situazione per il Milan che dal 31′, però, gioca con un uomo in più per il rosso diretto comminato da Marciniak a Celik, reo di aver bloccato con un fallo la fuga di Leao. I rossoneri godono di maggiori spazi e con la coppia Theo-Leao iniziano a presidiare la corsia di sinistra, ed è proprio da questa zona del campo che il portoghese trova libero a centro area Loftus-Cheek che in tuffo di testa spreca malamente colpendo un difensore giallorosso.
Non c’è tempo da perdere, lo sa bene Pioli che al 38′ toglie Bennacer per far posto a Jovic. Il Milan attacca a pieno organico ma la manovra è prevedibile, prende origine e si sviluppa sempre sulla sinistra con Pulisic che sulla fascia di competenza non riesce mai a proporsi con efficacia.
Gabbia accorcia nel finale, un brutto Milan esce di scena
Chukwueze e Reijnders per Lotus-Cheek e Calabria. Scelte obbligate quelle di Pioli cui restano 45′ per compiere un miracolo. È Jovic il più attivo tra i suoi, l’attaccante serbo ci prova al 48′ e al 57′ ma entrambe le volte conclude debolmente tra le braccia di Svilar.
L’occasione migliore è della Roma che al 66′ fallisce il match-point con Abraham che da tre metri calcia alto sulla traversa. Spende gli ultimi due cambi Pioli che manda in campo Okafor e Florenzi per Pulisic e Musah e all’85’, sull’ennesimo traversone di Leao, Gabbia anticipa Paredes e di testa dimezza lo svantaggio.
Un gol che arriva troppo tardi, frutto di un bel guizzo del difensore di Busto Arsizio ma nulla di più. Il Milan esce di scena nel peggiore dei modi, per Ibrahimovic e Cardinale si annunciano settimane di duro lavoro per dare una nuova e spiccata identità a una squadra che si accende a intermittenza. Lunedì sera c’è il derby che potrebbe consegnare all’Inter lo scudetto e la seconda stella. La curva ha invitato i giocatore a esibire gli attributi. È un triste epilogo di stagione per i rossoneri.











