A Milano il sistema informatico regionale SISS, fondamentale per la gestione di ricette, certificati e fascicoli sanitari, continua a presentare malfunzionamenti frequenti che stanno mettendo in difficoltà medici e pazienti. Blocchi, rallentamenti e interruzioni non sono più episodi isolati, ma una realtà quotidiana che incide profondamente sull’attività dei medici di medicina generale.
Il quadro che emerge dalle testimonianze raccolte è quello di un sistema instabile, che «interferisce e rallenta l’attività» e che, secondo diversi professionisti, presenta disservizi ormai sistematici. Le criticità si concentrano spesso nei momenti di maggiore utilizzo, in particolare il lunedì mattina, quando l’e attività ambulatoriale riparte a pieno ritmo. «Quasi tutti i lunedì si verificano disservizi», viene segnalato, con blocchi che possono durare ore. Le conseguenze sono immediate: impossibilità di emettere ricette elettroniche, rallentamenti nelle prescrizioni e difficoltà nella gestione dei certificati di malattia. In alcuni casi, nello stesso ambulatorio e nello stesso giorno, alcuni pazienti escono con le impegnative complete e altri no, generando confusione e disagi. «Non è sempre possibile utilizzare il sistema e questo comporta l’impossibilità di emettere prescrizioni; si finisce per chiedere ai pazienti di tornare il giorno successivo», raccontano i medici.

Anche i certificati di malattia e le pratiche INPS e INAIL risultano spesso rallentati o bloccati, con pazienti che restano senza numero di protocollo da comunicare al datore di lavoro. Non solo. I disservizi incidono anche sulla prescrizione di presidi fondamentali come pannoloni, letti, materassi antidecubito e deambulatori, oltre che sui piani terapeutici.
Quando il sistema non funziona, l’unica alternativa resta il ricorso alle ricette cartacee. Ma anche qui emergono criticità. I medici sono costretti a utilizzare il ricettario rosso, fornito però in quantità limitate. In alcune realtà, come all’ASST Melegnano e Martesana, vengono erogati al massimo uno o due blocchetti al giorno, spesso insufficienti per coprire l’intera attività. «Il paradosso è evidente: si spinge per la digitalizzazione, ma quando il sistema non funziona si torna alla carta, con strumenti insufficienti», viene sottolineato.Il SISS rappresenta infatti lo strumento centrale del lavoro del medico di medicina generale: consente la prescrizione di farmaci ed esami, l’emissione di certificati e la consultazione del Fascicolo Sanitario Elettronico.
«Quando si blocca, si blocca tutto», sintetizzano i professionisti. Le interruzioni si verificano con frequenza elevata, anche più volte a settimana, e possono durare da poche ore fino a mezza giornata. In alcuni casi impediscono persino l’autenticazione o l’accesso ai dati clinici, rendendo impossibile svolgere l’attività. Il risultato è un aumento significativo della burocrazia e dei carichi di lavoro. I medici si trovano costretti a stampare documenti, compilare certificati cartacei e richiedere ai pazienti di recarsi fisicamente in studio anche per pratiche semplici. Un aggravio che sottrae tempo alla parte clinica. «Siamo costretti a lavorare sempre di più sulla burocrazia e sempre meno sulla medicina», viene evidenziato.
«È un disastro che si ripete da anni», sintetizza uno dei medici. Una situazione segnalata più volte, ma che, a oggi, non sembra aver trovato una soluzione definitiva.


