Le Periferie del mondo intero, più ancora quelle d’Europa, hanno un volto ambivalente: sono un luogo generativo di una primavera culturale, ovvero sono non di meno un agglomerato dimenticato dai ‘centri’ del potere e perciò luogo in cui nascondere, con l’illusione evidentemente di poterlo fare, i problemi.

L’International Peaceful Act Prize Give peace a chance si propone di rintracciare e di valorizzare tutti quei progetti di pace che, nelle periferie del mondo, hanno avuto la capacità di generare dei processi virtuosi per abbattere muri e sostenere percorsi di riconciliazione, superare contrapposizioni razziali o religiose, promuovere integrazione e infine configurare una rigenerazione sociale.

Questo progetto è stato ideato e organizzato da Fausto Pasotti, già Direttore Generale dell’incubatore dell’Università Bocconi, da Giovanni Salatino, Vicario Parrocchiale con incarico di Pastorale Giovanile e da altri volenterosi.

Il messaggio della Parrocchia Barnaba in Gratosoglio è chiaro: “In questo anno così anomalo eppure così pieno di potenzialità, il Campus della Pace si trasferisce in rete, ma non con un ciclo di conferenze e di buoni propositi, ma per scovare in ogni angolo della terra piccoli-grandi progetti di pace, compiuti o che abbiano acceso processi ma che comunque siano stati dei segni! Meglio ancora se giocati nelle periferie delle città o nelle periferie esistenziali e agiti da uomini e donne che non compaiono sugli annali e nelle cronache!  abbiamo bisogno di te, anche con una donazione su https://gofund.me/c660514a“.

L’iniziativa

La sfida è duplice: raccogliere la narrazione e la documentazione relativa a questi processi da parte di comuni cittadini che decidono così di diventare ambasciatori di pace – evangelist – e dall’altra metterli in evidenza e per quanto possibile modellizzarli.

Una commissione composta da persone ritenute giuste premierà tre progetti che corrisponderanno pienamente alle regole del Prize in una settimana di eventi speciali che si terranno a Milano nel prossimo mese di settembre.

Possono partecipare tutti i cittadini di qualsiasi nazione, purché maggiorenni. I Peace Evangelist non sono necessariamente i protagonisti del Peaceful Act ma possono essere degli osservatori che ne hanno individuato un fatto, un evento, un comportamento che risponde ai requisiti qui di seguito esposti, corrispondente magari a un fenomeno sociale o culturale che ha per protagonista non un singolo individuo ma un gruppo di individui che hanno causato, spesso del tutto inconsciamente, un cambiamento comportamentale di massa. 

A tutti i Peaceful Evangelist la cui proposta si è classificata fra le prime trenta, verrà inviato un Peace Evangelist Kit comprendente: una borsa da viaggio a tracolla brandizzata Peaceful  Evangelist; un ehnancement kit fotografico per smartphone (set lenti addizionali, cavalletto, telecomando, ecc.); un power bank per smartphone; una bussola (di questi tempi almeno saprete dove andare); una pinza multiuso. Ai primi tre anche un premio in denaro.

​Le domande potranno essere presentate direttamente sul sito www.peacefulact.org fino al giorno 14 luglio 2021 dal 12 luglio fino a fine settembre 2021 [correzione a seguito di segnalazione del 3.6.2021].

Partecitate. Come disse Papa Francesco: “Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra”

Cristina Fabris

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