Il Giro d’Italia arriva in pianura padana, ma non parliamo di questo

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Jury Chechi, tra i testimonial della campagna ACI
Jury Chechi, tra i testimonial della campagna ACI

Oggi il Giro d’Italia scende in Lombardia, la 18a tappa Rovereto-Stradella abbandona saluta i panorami del Trentino e brucerà i 231 chilometri di una tappa semipianeggiante che si concluderà a Stradella passando per Cremona e Piacenza.

Si entrerà domani nel territorio milanese con la 19a tappa, che partirà da Abbiategrasso, per finire poi con la Senago-Milano che sarà la tappa finale del Giro.

In previsione di queste due giornate l’Aci ha trovato l’occasione di parlare di sicurezza stradale perché, appare lampante, è facile muoversi in bicicletta lungo le strade quando queste sono chiuse e presidiate, un po’ più difficoltoso (e a volte mortale, NdR) nella quotidianità.

I numeri

La campagna di sensibilizzazione dell’ACI vuole ribadire l’importanza di comportamenti corretti alla guida. I numeri degli incidenti stradali sono in costante crescita e invitano a riflettere sulla sicurezza delle nostre strade, in particolare a tutela dei ciclisti, dei pedoni, e della micro-mobilità. 

Il dato del 2020 non è significativo a causa delle limitazioni legate alla pandemia ma nel 2019 le vittime nei ciclisti avevano segnato un +15,5% rispetto all’anno precedente che uniti a quelli sull’incremento delle vendite di biciclette (+7%) e un aumento del loro utilizzo in città (+25%) possono far immaginare un potenziale peggioramento della situazione.

“Nella provincia di Milano, in particolare, nel 2019 – spiega Aci – si sono registrati 13.607 incidenti stradali con lesioni, di cui 102 mortali. Di questi, 1.646 sono stati con una bicicletta: il 9% dei sinistri complessivi. La maggior parte si è verificata sui rettilinei (802) e nelle intersezioni segnalate (264), provocando 12 morti e 1.634 ciclisti feriti. Peggiore lo scenario se si considerano i pedoni: 2.153 sono stati investiti nell’11,8% degli incidenti totali. La maggior parte si è verificata su rettilinei (917) e nelle intersezioni segnalate (383), provocando 26 vittime e 2.127 pedoni feriti”.

Nel Comune di Abbiategrasso, proprio da dove partirà la tappa di domani, nel 2019 sono stati registrati 99 incidenti stradali che hanno provocato 124 feriti (fonte: Aci).

La campagna

La tappa finale del Giro d’Italia approda sul nostro territorio alla vigilia del 118.mo compleanno di Automobile Club Milano quando nel capoluogo lombardo le vetture circolanti erano solo 194. Durante questi anni la nostra associazione è diventata interprete della domanda di mobilità, che può essere disciplinata solo con l’uso razionale e complementare dei vari mezzi di trasporto. È quindi nel nostro Dna promuovere il rispetto verso gli utenti più vulnerabili con cui condividere, responsabilmente, la strada.

Geronimo La Russa, presidente dell’Automobile Club Milano

La campagna ACI #rispettiamoci vuol essere un richiamo alla responsabilità, per un atteggiamento di rispetto di tutti verso tutti, perché tutti insieme affrontiamo la strada nelle diverse modalità, come autisti, come ciclisti, come pedoni. Un richiamo positivo, non impositivo, all’educazione stradale, al rispetto e all’attenzione all’altro, quale primo elemento per la riduzione di vittime e feriti.

Al contempo – si legge in un comunicato – ACI si augura un sempre maggiore intervento delle Amministrazioni al fine di sviluppare progetti e infrastrutture in grado di accompagnare la nuova mobilità sostenibile in piena sicurezza. Di questo L’Eco di Milano e Provincia se è occupato più volte e sarà sicuramente uno degli argomenti sotto la lente di ingrandimento visto che porta con se svariati temi legati alla vita privata, pubblica e anche amministrativa, dei cittadini milanesi e dei Comuni dell’hinterland.

La campagna di sensibilizzazione ACI prevede uno spot e una serie di tutorial per la sicurezza fruibili dall’account YouTube o cercando l’hashtag sta #rispettiamoci nei vari social network. 

Va certamente rilevato che il rapporto tra automobilisti (che siano a 2, 4 o più ruote), ciclisti, pedoni e la nuova categoria dei “monopattinatori”, non sono facili. I problemi di coesistenza sono molteplici e tutti in divenire, solo buone regole di condotta e un atteggiamento di reciproco rispetto, affiancati da strategie urbanistiche lungimiranti, possono avviare la società verso una serena convivenza.


Foto di copertina: per gentile concessione di ACI

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