Com’è andata, e come va, il tendine di Spinazzola

Leonardo Spinazzola ha riportato la rottura del tendine d’Achille durante una partita degli europei il 2 luglio scorso. Approfondiamo con gli esperti.

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È perfettamente riuscito l’intervento per la ricostruzione del tendine d’Achille della gamba sinistra di Leonardo Spinazzola. L’esterno della Roma si è infortunato al 77’ della gara di Euro 2020 Italia-Belgio – riportando la rottura sottocutanea del tendine – conclusasi con il successo degli azzurri per 2 a 1.

L’intervento è stato seguito presso l’Hospital NEO di Turku, in Finlandia, dal professor Lasse Lempainen, con la supervisione del luminare Sakari Orava.

La prognosi verrà valutata nelle prossime settimane ma si stima che il giocatore potrà tornare a disposizione della Roma non prima di sei mesi. È il secondo, grave infortunio cui va incontro il calciatore umbro. Nel 2018 fu operato a Villa Stuart dal professor Mariani per la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio.

Come avviene la rottura del tendine e quale tipo di intervento occorre per recuperare dall’infortunio?

Come se qualcuno ti avesse lanciato un sasso sul polpaccio o come se un elastico si fosse rotto in maniera violenta. Sono queste le sensazioni che ha provato Leonardo Spinazzola” spiega il dottor Antonio GuarinoDirettore della Traumatologia dello Sport dell’ASST Gaetano Pini-CTO di Milano ed ex medico dell’Inter.

Il realizzarsi di forze distrattive – aggiunge Guarino – con leve particolarmente sfavorevoli in appoggio può essere il motivo della rottura tendinea”.

Il tendine d’Achille è una formazione nastriforme tenace ed elastica, la sua funzione è di favorire la fase di spinta del passo in virtù di una flessione plantare del piede consentendo di camminare sulle punte.

Uno dei modi per affermare l’avvenuta rottura del tendine d’Achille è chiedere al paziente di alzarsi sulle punte: se il tendine è lesionato, il paziente non riesce nell’intento.In condizioni di normalità il tendine non si rompe. La lesione può essere espressione di una predisposizione biomeccanica che si verifica soprattutto nei vari gradi di piede cavo, varo-supinato. Questa condizione di fatto è resa possibile da una tensione anomala della loggia flessoria della gamba. Quasi sempre la genesi è degenerativa, legata a condizioni di ‘overuse’ funzionale e sovente avviene in parallelo ad anomalie del metabolismo lipidico. Alcuni antibiotici chinolici se assunti con frequenza possono favorire la degenerazione tendinea”.

Per una corretta diagnosi è necessario l’esame clinico, che consente all’ortopedico di percepire lungo il decoroso tendineo la presenza di un avvallamento cove c’è la lesione.

Nei giovani la lesione si verifica quasi sempre in prossimità della giunzione muscolo tendinea – prosegue Guarino – quindi nella zona alta del polpaccio, mentre le forme degenerative che più di sovente si verificano in età avanzata vedono spesso una rottura verso l’inserzione calcaneare. La risonanza magnetica rende il quadro più chiaro”.

L’unica strada percorribile è quella dell’intervento chirurgico, solo in caso di grave degenerazione dei monconi è possibile far ricorso a plastiche di ribaltamento tendineo. I tempi di recupero dipendono dalle condizioni del paziente.

Generalmente servono 45 giorni di scarico, a seguito dei quali comincia un ciclo di riabilitazione atta al ripristino del range articolare della caviglia, seguito da un recupero graduale del carico che si normalizza di solito intorno al terzo mese. Da questo momento si possono intensificare le sedute di ginnastica per recuperare il tono muscolare. Se le condizioni lo permettono, già dal secondo mese è possibile iniziare la riabilitazione in acqua. Man mano che l’appoggio si normalizza, il paziente apprezza quotidianamente un recupero del tono muscolare”.

Durante questo lungo arco di tempo il soggetto deve essere costantemente monitorato al fine di non pregiudicare il lavoro di recupero.

Essendo una zona con una vascolarizzazione precaria è bene che il paziente nell’immediato post operatorio resti con l’arto elevato per evitare che si creino condizioni di accumulo ematico, edemi e sofferenze cutanee”.

Al Presidio Pini sono stati operati diversi calciatori che avevano subito la rottura del tendine d’Achille.

L’equipe di Traumatologia dello Sport dell’ASST Gaetano Pini-CTO è in grado di utilizzare tutte le tecniche chirurgiche per saturare il tendine. In particolare, quando possibile, si predilige praticare piccole incisioni ‘di servizio’ e l’uso di fili particolarmente resistenti che permettono una sutura quasi a ‘cielo chiuso’”.

L’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Gaetano Pini-CTO è un punto di riferimento a livello nazionale per l’ortopedia, la riabilitazione specialistica, la reumatologia e la neurologia. A Milano è presente con tre presidi ospedalieri: il Gaetano Pini, il CTO e il Polo Riabilitativo Fanny Finzi Ottolenghi. L’ASST Gaetano Pini-CTO – evoluzione della Scuola Ortopedica milanese nata nel 1874 – è specializzata in patologie e traumi dell’apparato muscolo-scheletrico, reumatologia e fisiatria. L’Azienda accoglie ogni anno più di 800mila utenti e i suoi specialisti lavorano con le più sofisticate tecniche di imaging, attraverso sale operatorie sia convenzionali sia dotate di robotica.

Perché si chiama Tendine di Achille?

Teti immerge il figlio Achille nelle acque del fiume Stige, opera di Antoine Borel
Teti immerge il figlio Achille nelle acque del fiume Stige, opera di Antoine Borel

Il nome tendine d’Achille prende origine dalla mitologia greca. Figlio di Peleo, re della Tessaglia, e della ninfa Teti, la madre, avendo ricevuto una profezia di sventura – la morte del figlio – immerse Achille nel fiume Stige per proteggerlo dai pericoli. La leggenda narra che l’acqua dello Stige avesse il potere di rendere immortale gli esseri viventi. Teti, però, immerse il figlio tenendolo per il tallone. L’acqua non bagnò questa parte del corpo che divenne così l’unica zona vulnerabile. 

Nella guerra di Troia Achille uccise Ettore al termine di un duello. Per vendicare il fratello, Paride architettò un tranello ai suoi danni e scagliò una freccia dal suo arco che colpì Achille al tallone, ferendolo a morte. 

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