Olimpia, male la prima

Milano sconfitta dalla Virtus Bologna. Lunedì sera non è concesso sbagliare.

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Air Armani Exchange Milano 77Virtus Segafredo Bologna 83
Delaney 1, Leday 16, Datome 15, Hines 7, Shields 7, Brooks 2, Punter 12, Cinciarini, Biligha 1, Rodriguez 16, Moraschini, Wojciechowski.Belinelli 9, Gamble 8, Markovic 7, Ricci 8, Weems 15, Teodosic 19, Nilìkolic, Hunter 2, Adams, Alibegovic 7, Pajola, Abass 8. 
Tiri liberi: 29/35, da due 12 /28, da tre 8/32Tiri liberi: 14/18, da due 21/34, da tre 9/26
Allenatore: MessinaAllenatore: Djordjevic

Parziali: 19-23; 20-25; 14-19; 24-16
Arbitri: Sahin di Messina, Lo Guzzo di Pisa, Giovannetti di Terni

La Virtus Bologna espugna il Forum e vince gara 1. Gli ospiti hanno confermato di avere una rosa profonda e ben assortita, Milano ha subito in lungo e in largo e ha pagato le prestazioni negative di alcuni dei suoi migliori uomini. L’Olimpia è sempre stata costretta a rincorrere e solo nell’ultimo quarto ha avuto una reazione più di matrice nervosa che tecnica. 

Milano parte bene, poi sale in cattedra Bologna

L’avvio di gara aveva tratto in inganno. Partenza bruciante dell’Olimpia che si porta sul 6-0 ma è pronta la risposta della Virtus che risponde con un parziale di 7-0 ribaltando il punteggio e portandosi avanti di una lunghezza (6-7).

La partita sembra incanalarsi sui binari dell’equilibrio ma è solo una impressione che svanisce presto.

All’8’ la Virtus ha due possessi di margine su Milano (13-17). La manovra dell’Olimpia non è fluida e Teodosic ne approfitta per andare a canestro, subire fallo e realizzare il libero aggiuntivo.

Bologna realizza così il secondo parziale di 7-0 nel primo quarto. (13-20). Gli ospiti giocano con maggior scioltezza: 8 a 1 gli assist messi a referto dal quintetto di Djordjevic.

Ci pensa Datome a sigillare il controparziale di 6 a 0 ma Teodovic risponde subito realizzando a fil di sirena dai 6,75 (19-23).

In avvio del secondo quarto la Virtus continua a tenere a debita distanza Milano. Messina chiama timeout con l’Olimpia sotto di quattro (21-25) ma il minuto di sospensione non sortisce gli effetti sperati. Due bombe di Habbas e Ricci portano Bologna al massimo vantaggio: + 10 (21-31) ma è sul fronte del gioco che la partita sembra prendere una direzione: 12 a 2 il conto degli assist a favore della Virtus, un dato anomalo per l’Olimpia e un segnale preoccupante per coach Messina.  

Shileds compie oggi 27 anni ma stasera è solo l’ombra del giocatore che Milano è abituata a vedere. Datome e Leday fanno gli straordinari ma la zona di Milano si fa infilare a ripetizione da Weems e compagni.

In ombra Shields, Hines e Delaney

Delaney sbaglia dalla lunetta – evento raro – e in suo aiuto accorre Leday con una tripla che riporta Milano a sette lunghezze da Bologna (32-39). Brooks al centro e Leday al suo fianco è la mossa che Messina prova per mettere in difficoltà la Virtus, tentativo disperato che non dà risultati. Bologna allunga sul + 11 (31-45) che diventano 14 con la tripla di Markovic (31-48). Sulla sponda opposta Brooks e Rodriguez non ci stanno e riducono lo svantaggio Armani al termine del secondo quarto (39-48)

Milano è in confusione: 5/15 da due e 3 su 12 da tre sono numeri inequivocabili che denotano la scarsa lucidità in fase di tiro. Più che essere straripante Bologna e la squadra di casa a esprimersi sottotono, in balia di un avversario che si è presentato ad Assago tonico e determinato. Sia in difesa che in attacco la Virtus non mostra pecche: orchestrando benissimo in rotazione e bloccando gli esterni di Milano ha fermato le sue fonti di gioco, ripartendo in velocità e rivelandosi imbattibile negli uno contro uno.

Poco ludido e reattivo il quintetto di Messina

Anche a livello di reattività l’avvio del terzo quarto ricalca quanto già visto nel primo tempo. La Virtus domina in lungo e in largo, per converso Milano continua a litigare col canestro e ha difficoltà nella circolazione della palla. Bologna fa quel che vuole sul parquet (42-59) e Markovic per l’ennesima volta penetra la difesa di casa con una facilità disarmante (46-61). Da segnalare che 25 dei punti milanesi sono frutto di tiri liberi contro i sette virtussini. L’ex Abbass ha il dente avvelenato, buca la retina con un tiro da tre e porta Bologna avanti di 18 (46-64). Rodriguez è tra i più deludenti e nervosi dei suoi e per ben due volte in altrettanti minuti rischia il tecnico. La transizione di Milano si inceppa a ripetizione ma il pubblico dell’Olimpia non smette di sostenere la squadra. La stanchezza inizia a farsi sentire da ambo le parti. Bologna gestisce bene il possesso e rallenta la manovra, Punter, Shields e Hines continuano a non dare segnali di reazione e il quarto si chiude con gli ospiti avanti di 14 (53-67).

Parziale di 12 a 0, ma ormai i giochi sono fatti

Negli ultimi dieci minuti succede quello che nessuno poteva prevedere. Milano ha una reazione d’orgoglio e Rodriguez e compagni riportano l’Olimpia a meno 6 (66-72). La partita dal punto di vista dell’intensità è come ribaltata. Il quintetto di casa sembra avere più energie e Punter accorcia a 4 lunghezze (68-72). 12 a 0 il parziale dell’Olimpia che spinta dal tifo incessante mette in crisi Bologna, che crolla sul piano fisico prima ancora che mentale.

Arriva all’improvviso la bomba di Markovic e fa male (70-75), e quando Heines commette sfondamento Bologna tira il fiato e allunga con un gran canestro di Belinelli. Messina chiama timeout (70-77). 

La risposta dell’Olimpia arriva tardi e si rivela infruttuosa.

Mai Milano ha tirato così male come stasera in tutta la stagione.

Tra quarantott’ore ad Assago non è più concesso sbagliare.

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