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Il trio Tarenzi Goloubev Arco sulle tracce di Hancock e Tyner

Sabato 10 febbraio, presso la Camera del Lavoro di Milano, si terrà un concerto unico del trio Tarenzi Goloubev Arco, presentando per la prima volta alcuni brani selezionati dei due grandi maestri afroamericani (l’inizio è previsto per le ore 17.30; l’ingresso costa 10 euro con tessera associativa da 5/10 euro).

Il prossimo evento dell’Atelier Musicale, organizzato dall’associazione culturale Secondo Maggio, sarà un omaggio a due dei più influenti pianisti degli ultimi sessant’anni di storia del jazz: Herbie Hancock e McCoy Tyner.

Questa formazione inedita unisce la maestria pianistica di Roberto Tarenzi, esperto nel linguaggio del piano jazz dagli anni Cinquanta ai Sessanta e nelle sue evoluzioni elettriche degli anni Settanta, al talento del contrabbassista russo Yuri Goloubev, acclamato virtuoso in tutta Europa, e alla versatilità di Tony Arco, uno dei batteristi più completi della scena continentale, con una profonda conoscenza degli stili jazzistici dell’epoca di Tyner e Hancock.

Il trio Tarenzi Goloubev Arco sulle tracce di Herbie Hancock e McCoy Tyner

Tra i due celebri pianisti, Herbie Hancock è stato una figura chiave nel quartetto di John Coltrane e ha poi sviluppato una carriera da solista, contribuendo al panorama musicale degli anni Settanta.

McCoy Tyner, invece, ha fatto parte del secondo quintetto storico di Miles Davis e ha attraversato diverse epoche del jazz, guadagnandosi fama mondiale soprattutto nella fase dell’electric-funk. Entrambi hanno contribuito con le loro composizioni al repertorio jazzistico, con una particolare attenzione ai meccanismi armonici “modali”.

Il programma del trio esplorerà il cuore della produzione di entrambi i pianisti. Per Herbie Hancock, ci saranno brani tratti da album storici come “Empyrean Isles”, “Maiden Voyage”, “Speak Like A Child” e “Thrust”, quest’ultimo particolarmente rappresentativo del suo periodo elettrico. Per McCoy Tyner, il focus sarà sul suo album di debutto, “Inception”, del 1962, e in particolare su “The Real McCoy”, un autentico capolavoro registrato dal pianista di Filadelfia nel 1967.

Herbie Hancock e McCoy Tyner

Herbie Hancock e McCoy Tyner sono due titanici pilastri della storia del jazz, le cui opere e influenze si estendono ben oltre il mondo del genere stesso. Con innovazioni armoniche, strutturali e stilistiche, hanno ridefinito i confini del pianismo jazzistico e hanno lasciato un’impronta indelebile sulla musica contemporanea.

Herbie Hancock, con la sua mente geniale e versatile, ha sperimentato e abbracciato una vasta gamma di stili musicali, spaziando dal post-bop all’funk, dall’elettronica al pop. Il suo album “Head Hunters” del 1973, ad esempio, ha aperto nuove strade per il jazz-funk, diventando uno dei lavori più influenti nella storia del genere. La sua abilità nel mescolare elementi tradizionali con quelli moderni, insieme alla sua capacità di improvvisazione straordinaria, lo hanno reso un’icona globale della musica.

McCoy Tyner, invece, è stato un pilastro essenziale del quartetto di John Coltrane e un innovatore nel linguaggio armonico del pianoforte jazz. La sua tecnica percussiva, la sua potenza espressiva e la sua profonda comprensione della modalità hanno contribuito a ridefinire il suono del jazz moderno. Opere come “The Real McCoy” e “Reaching Fourth” mostrano la sua maestria nel creare paesaggi sonori ricchi di tensione ed emozione.

Entrambi hanno incarnato lo spirito dell’esplorazione e della sperimentazione nel jazz, trasformando le convenzioni e aprendo nuove strade per le generazioni future di musicisti. La loro eredità non è solo nel loro vasto catalogo di registrazioni iconiche, ma anche nella loro continua ispirazione per coloro che cercano di spingersi oltre i confini della creatività musicale. Herbie Hancock e McCoy Tyner rimangono, senza dubbio, due delle figure più influenti e rispettate nella storia del jazz e della musica contemporanea.

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