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Via Rubattino, supermercato da 5 milioni fermo da anni: “Sono tutti terrorizzati, oggi nessuno vuole firmare”

L’area dell’ex liceo Manzoni è degradata e il progetto resta bloccato negli uffici comunali. Il proprietario: pratiche ferme dal 2020

Cinque milioni di euro investiti, cinque anni di attesa e nessuna firma. Il progetto del nuovo supermercato nell’area dell’ex liceo Manzoni di via Rubattino è fermo dal 2020, incagliato nei passaggi della burocrazia comunale. Nel frattempo l’edificio cade a pezzi, trasformandosi in un vuoto urbano nel cuore della zona est di Milano.

L’area, un tempo di proprietà del Pio Albergo Trivulzio e successivamente utilizzata dal Comune, è stata acquistata nel 2020 da Maurizio Iannone attraverso la società Bellali srl. Al posto dell’ex scuola dovrebbero sorgere un supermercato e altri spazi commerciali, per un investimento complessivo da circa 5 milioni di euro. Ma a distanza di anni, il cantiere non è mai partito.

Secondo il proprietario, il progetto sarebbe bloccato da una paralisi decisionale negli uffici comunali: «Sono tutti terrorizzati, oggi nessuno vuole firmare».

Oggi l’ex liceo Manzoni appare in evidente stato di abbandono. Quando lo visitiamo, il cancello è chiuso, le finestre sono rotte e diversi muri sono coperti di scritte e graffiti. L’edificio viene ciclicamente utilizzato come rifugio temporaneo per la notte. Dall’esterno si notano i segni delle occupazioni: indumenti appesi alle ringhiere, oggetti lasciati all’interno, tracce di bivacchi.

«In passato pagavo un guardiano per controllare la struttura, ma adesso non c’è più», spiega Iannone. Le occupazioni e il degrado alimentano le preoccupazioni dei residenti, che segnalano periodicamente la situazione alle forze dell’ordine.

Il paradosso è che l’ex liceo si trova a pochi metri dal Campus Martinitt, una delle principali residenze universitarie della Statale di Milano, completamente riqualificata e oggi pienamente funzionante. Accanto a studentati moderni e cantieri in piena attività, resta però un’area bloccata, simbolo di una rigenerazione annunciata ma mai realizzata.

Una vicenda che solleva interrogativi sui tempi della burocrazia e sulla capacità di trasformare progetti già finanziati in interventi concreti. Nel frattempo, via Rubattino continua a convivere con un edificio vuoto, in attesa di una firma che non arriva.

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